Politica

I nuovi vertici di ACEA

Il Campidoglio avrebbe individuato i due nomi per sostituire gli attuali vertici di ACEA. Dopo le promesse – non mantenute – in campagna elettorale Alberto Irace e Catia Tomassetti sono arrivati alla scadenza naturale del mandato come amministratore delegato e presidente della municipalizzata romana. L’attuale board però è in scadenza e il 27 aprile e all’assemblea degli azionisti, secondo quanto trapela dal Campidoglio la sindaca darà il via al turn over: scrive oggi il Corriere Roma che non sarà confermato Irace, renziano Doc e ex sindaco Pd a Castellammare (al quale è stato riconosciuto da più parti un ottimo lavoro): per prendere il suo posto in pole position c’è Stefano Donnarumma, già presidente di Acea Distribuzione e oggi direttore Reti della milanese A2a.

stefano donnarumma acea
Stefano Donnarumma

La supervisione del dossier nomine ACEA, riferiscono in Campidoglio, è stata affidata a Massimo Colomban, assessore alle Partecipate che gode di piena fiducia dalla Casaleggio:

Per la Raggi in realtà l’occasione per cambiare è quanto mai favorevole: i precedenti sindaci hanno dovuto fronteggiare negli ultimi anni la presenza ingombrante come primo socio privato di Francesco Gaetano Caltagirone. L’imprenditore e editore però da pochi mesi è sceso dal 15,8 al 5%, avendo ceduto un parte della propria quota al colosso francese Engie-Suez (che è invece salito dal 12,5 al 23%), in cambio del 3,6% del gruppo transalpino. Una scelta che focalizza gli interessi di Caltagirone su una dimensione finanziaria sempre più internazionale.
In questo quadro, il Campidoglio – pur dovendo garantire la redditività degli investimenti ai francesi (ma anche a tutti gli altri azionisti) – può rivedere alcune scelte strategiche, a cominciare dall’impegno nel settore dei rifiuti, adesso marginale: il know how e i mezzi finanziari di Acea potrebbero infatti tornare utili per studiare nuove sinergie per fronteggiare l’eterna emergenza della Capitale in questo settore. Inoltre, il Campidoglio potrà ampliare la funzione «sociale» nella gestione dei sistemi idrici (che riguarda 8,5 milioni di persone in tutto il centro Italia), con un’attenzione maggiore alla qualità del servizio.

E la presidenza? Secondo Repubblica Roma in pole position ci sarebbe Leonardo Becchetti, già componente del gruppo sul lavoro capitanato da Domenico De Masi, che qualche giorno fa aveva visto il suo nome comparire anche tra i possibili ministri dell’economia di un governo grillino. Lui però aveva smentito tutto subito.

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