Economia

Il Monte degli Ulivi ai neocatecumenali

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Il Monte degli Ulivi è stato venduto. Il mezzo ettaro di terreno che si trova a Gerusalemme a 800 metri di altezza e con vista spettacolare sulla città è passato di proprietà. Il Sole 24 Ore ci fa sapere che a vendere è stata la Fondazione Monte Tabor in liquidazione, l’ente che in passato controllava il complesso ospedaliero del San Raffaele di Milano fino alla crisi del 2011 e la successiva cessione nel 2012 al gruppo imprenditoriale sanitario Rotelli.

Dopo una lunga procedura di vendita e vari negoziati aperti e chiusi nel corso di due-tre anni, alla fine l’appezzamento con affaccio sul lato orientale della Città Vecchia e sovrastante la valle di Giosafat – dove secondo la Bibbia (Gioele 3,2 ) si dovrebbe svolgere il Giudizio Universale, quando sarà – se l’è aggiudicato la Fundacion Domus Jerusalen, con sede a Panama, ente che fa capo ai neo-catecumenali, l’organizzazione cattolica molto ramificata, soprattutto nel mondo di lingua spagnola, ma anche in Italia. Prezzo finale: 5,1 milioni di euro.

Il Monte degli Ulivi è composto di tre alture: il terreno appena ceduto dalla Monte Tabor alla Fundacion è nella parte centrale, detta Monte Santo, o Djebel el Tur, nella zona alta del costone appena sopra l’Orto dei Getsemani e vicino – ma non confinante – al grande cimitero ebraico.

Ad acquisire il terreno molti anni fa era stato don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele, morto alla fine dl 2011, l’anno orribile per la sua creatura, con lo scoppio della crisi economica del complesso sanitario e l’avvio di una serie di eventi tra cui il suicidio nel suo ufficio di Mario Cal, suo braccio destro.

Da lì è arrivata la liquidazione e la discesa in campo dei neocatecumenali, che hanno partecipato all’asta e l’hanno vinta:

Quale sarà la destinazione del terreno, ora in mano al Cammino Neo Catecumenale, movimento mondiale fondato da Kiko Arguello, e che lo scorso agosto 2018 ha visto decine di migliaia di aderenti incontrarsi al Circo Massimo con la presenza di Papa Francesco?

Il luogo non è solo al centro della tradizione cristiana: dal 1967 è parte della muncipalità di Gerusalemme ma prima della guerra dei Sei Giorni era territorio giordano, quindi comunque un’area politicamente sensibile. E lo è anche dal punto di vista religioso: sulle pendici del Monte, fino a ridosso del terreno, insiste il più grande cimitero ebraico del mondo.

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