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La fine della storia della coppia che chiedeva "sangue di non vaccinati" per la trasfusione del figlio

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Il tribunale di Modena ha accolto il ricorso dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna in merito alla vicenda del bimbo figlio di una coppia no vax che doveva ricevere un’operazione al cuore, rinviata per le richieste dei genitori di utilizzare soltanto “sangue di non vaccinati” per la trasfusione. La conferma della decisione del giudice è arrivata dall’avvocato della coppia, Ugo Bertaglia. Quanto sancito dal Tribunale è che sussistono le garanzie di sicurezza nelle sacche di sangue fornite dall’ospedale, “qualsiasi sia la sua provenienza”. I genitori del piccolo di due anni avevano formulato la richiesta “per motivi religiosi”, ma Bertaglia ha specificato che i suoi assistiti non hanno “mai negato il consenso all’intervento e lo hanno ribadito in udienza al giudice tutelare”. Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, la famiglia non accetta che il sangue provenga da persone che hanno ricevuto “sieri che utilizzerebbero in fase sperimentale e/o di produzione cellule umane ricavate da feti abortiti volontariamente”.

Come è andata a finire la storia della coppia che chiedeva “sangue di non vaccinati” per la trasfusione del figlio

Non è chiaro se ci sarà un ricorso, ma si tratterebbe di un’eventualità non auspicata dai medici, che ritengono di carattere urgente l’operazione alla quale deve sottoporsi il giovanissimo paziente, al punto da richiedere nei giorni scorsi l’autorizzazione ad operare comunque il bambino nonostante la sospensiva in attesa di giudizio. Per reperire il sangue necessario all’intervento, la coppia aveva anche lanciato diversi appelli sugli spazi social aperti ai no vax, alla ricerca di volontari disposti a donare. La canto suo l’Ospedale Sant’Orsola si era opposto, dopo un consulto col centro trasfusionale, perché per motivi di sicurezza le donazioni di sangue devono seguire protocolli di legge molto rigidi e molto precisi. La struttura ha inoltre segnalato il caso al tribunale di Modena e alla Procura dei minori di Bologna.

Per il direttore del Centro nazionale sangue Vincenzo De Angelis quella della coppia è una richiesta “assurda, priva di alcun fondamento scientifico”. “La scelta del sangue – ha aggiunto – è legata a precisi criteri di compatibilità e non a capricci. Usare quello di persone non vaccinate non ha alcun fondamento scientifico perché con la trasfusione non si trasmette il vaccino”. De Angelis ha anche criticato la ricerca personale messa in campo dalla coppia per stilare una lista di possibili donatori non vaccinati: “La selezione del donatore avviene sotto una pressione psicologica, inoltre il sangue si sceglie per la migliore compatibilità non per amicizia o familiarità”.