La macchina del funky

E Milano scippa a Roma anche l'ultima tappa del Giro d'Italia

Milano ladrona. Dopo la mostra di Manet e la fiera del libro l’amministrazione guidata da Giuseppe Sala porta a casa anche l’ultima tappa del Giro d’Italia. Non una novità visto che la stragrande maggioranza delle tappe finali del Giro d’Italia si è svolta a Milano, ma nell’occasione Roma era candidata e seriamente intenzionata a portarla a casa; all’ultimo momento però gli organizzatori hanno deciso diversamente. E, scrivono Carlo Tecce e Luca De Carolis sul Fatto Quotidiano, nella partita può aver avuto un ruolo anche come è finita la storia delle Olimpiadi.

I fuoriclasse in bicicletta dovevano concludere a Roma la faticosa scalata d’Italia lungo lo stradone di sampietrini del Foro Italico che culmina con il Colosseo. QUESTO ERA il programma, anzi l’ambizione di Rcs Sport. Almeno fino a un paio di giorni fa. Quando un dirigente di altissimo livello di Rcs Sport, la società del gruppo editoriale Rcs che organizza l’evento sportivo, ha contattato il vicesindaco Daniele Frongia per cancellare un mese e mezzo di trattative ormai sfociate in una bozza di accordo e annunciare l’inopinata esclusione della Capitale dal Giro d’Italia, non per una gara a cronometro qualsiasi, ma per l’apoteosi finale in occasione del centenario.
Al telefono, il dirigente ha parlato di “pressioni ”che hanno condizionato la decisione. Dall’altra parte, il vicesindaco Frongia –responsabile dell’assessorato allo Sport –ha risposto: “So no senza parole”. Secondo le ricostruzioni degli esponenti del Movimento Cinque Stelle, la capitale sconta una sorta di ripicca dopo il ritiro di Roma dalla corsa alle Olimpiadi del 2024: una sconfitta, ancora bruciante, per ilComitato olimpico italiano e, soprattutto, una beffa per il presidente Giovanni Malagò.

virginia raggi daniele frongia
Anche se qualche dubbio sull’ennesima ipotesi di complotto dopo i frigoriferi e i materassi rimane. Il Giro d’Italia è infatti organizzato da RCS Sport, con la società di Cairo andava stipulata la convenzione e il CONI non aveva alcun ruolo. Spiega Paolo Bellini, dg dell’azienda, al Fatto:

Paolo Bellino, direttore generale di Rcs Sport, spiega al Fatto:“Mi sono scusato con la sindaca Raggi e con il vice Frongia per l’accaduto e li ho ringraziati perla gentilecollaborazione. La scelta è collegiale, e possono subentrare una serie di valutazioni non previste. La motivazione, però, è storica: non riguarda le Olimpiadi di Roma, ma il fatto che per 77 volte Milano abbia ospitato il Giro. Forse mi sono spintooltre lemieresponsabilità. E formulo di nuovo lemie scuse”. Urbano Cairo, patron di Rcs, rafforza il concetto: “Abbiamo preferito Milano perché il Giro è arrivato qui più di 70 volte su 100”.

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