Economia

L’improvviso amore del M5S Roma per la Metro D

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C’è stato un tempo, non troppo lontano per la verità, in cui il MoVimento 5 Stelle romano si batteva con tutte le forze contro la metropolitana. Era il settembre del 2013; i consiglieri pentastellati Raggi, Frongia, De Vito e Stefàno presentarono una mozione – poi bocciata dal Consiglio Comunale – per chiedere di interrompere la tratta della Metro C alla stazione di San Giovanni. La Metro, sostenevano, non era necessaria. E soprattutto – questa volta secondo i parlamentari del M5S – c’era il rischio concreto di infiltrazioni criminali e mafiose.

Il MoVimento 5 Stelle ora vuole anche la Metro D

Come tutti sanno però con l’elezione di Virginia Raggi il vento ha iniziato a cambiare. Nel concreto non si sa bene in che modo, anche perché il Comune non riesce a pubblicare i bandi più importanti. Ad esempio nei giorni scorsi il Comune ha ritirato il bando per la rimozione delle auto in sosta vietata che secondo il consigliere Enrico Stefàno avrebbe dovuto essere aggiudicato entro la fine dell’estate. Dettagli. E del resto anche l’inversione di rotta sulla Metro C – che inizialmente per l’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini avrebbe dovuto fermarsi al Colosseo – dimostra come il vento sia cambiato sì, ma solo all’interno del MoVimento 5 Stelle romano.

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Il presidente della Commissione Mobilità Stefàno ha annunciato che “presto diventerà realtà” anche il progetto della quarta linea della metropolitana, la Metro D che collegherà il capolinea Sud “Agricoltura” (zona Eur) con la fermata “Ojetti” a nord (Monte Sacro Alto). Un’apertura alla cura del ferro della Capitale l’aveva già fatta la sindaca ad inizio giugno prendendo atto che i cittadini avevano chiesto anche la Metro D e che sarebbe andata a trattare al Ministero per eventuali finanziamenti per la grande opera.

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Addirittura ieri la Raggi durante la diretta su Facebook ha svelato che l’amministrazione comunale ha in cantiere  non solo il progetto della Metro D ma anche quello  della Metro E (che altro non è che il progetto di ammodernamento della ferrovia Roma Lido).

Perché il M5S ha cambiato idea sulla metropolitana?

Ed effettivamente proprio nel Pums – il Piano Urbano Mobilità Sostenibile – lanciato dal Comune hanno vinto le proposte dei cittadini che riguardavano l’ammpliamento, l’ammodernamento e la costruzione di nuove linee della metropolitana. Quando la Raggi ha lanciato il Pums era stato chiarito che le proposte che avessero raggiunto il maggior numero di preferenze saranno prese in considerazione dall’Amministrazione, approfondite da un gruppo di lavoro dedicato, e potranno diventare parte integrante del Pums».

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Per un po’ non è stato così. E lo dimostra il tentativo in campagna elettorale del M5S e della ex Presidente del III Municipio Roberta Capoccioni di far passare l’idea che il People Mover (soprannominato Brucomela) fosse una soluzione migliore del prolungamento della Metro B1. Alle elezioni municipali di giugno però il MoVimento 5 Stelle è uscito brutalmente ridimensionato. A vincere è stato invece il candidato del centrosinistra Giovanni Caudo, ex assessore all’urbanistica nella giunta di Ignazio Marino, che invece aveva promesso al posto del Brucomela il prolungamento della Metro B1. Ecco quindi che il M5S ha capito non solo che bisogna ascoltare i cittadini (come hanno sempre detto di voler fare) ma che le metropolitane sono anche politicamente più convenienti.

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Non tutti sono contenti dell’idea di lanciare la costruzione di una nuova (o di due nuove linee) linea della metropolitana. C’è chi nei commenti al post di Stefàno chiede che il Comune metta mano prima alle linee A e B (ma di mezzo c’è anche la questione del concordato di Atac) e chi invece chi ricorda che se non si fosse deciso di dire no alle Olimpiadi del 2024 forse si sarebbe potuto pensare prima alla Metro D e forse ci sarebbero stati anche più fondi. In realtà Roma Metropolitane ha sempre promesso il completamento della linea C entro l’inizio dei Giochi mentre sulla D l’ex presidente Paolo Omodeo Salè aveva fatto sapere che c’erano diversi investitori stranieri pronti a realizzarla con il project financing (come risulta del resto dal sito della società municipalizzata). Non c’è che dire, il governo del cambiamento sta davvero sbloccando il MoVimento 5 Stelle. Rimane però da vedere se e quando sarà scritto il bando di gara, perché non è certo il primo annuncio “social” del M5S a rimanere senza un seguito concreto.