Economia

Come i 5 Stelle fanno vincere il parcheggio selvaggio a Roma

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Il servizio rimozione delle auto parcheggiate in divieto di sosta a Roma? Attualmente funziona solo per le emergenze. Potrebbe sembrare una situazione surreale ma non lo è affatto. In realtà è il frutto delle scelte e delle decisioni dell’attuale amministrazione comunale che non ha ancora aperto il bando per l’affidamento del servizio rimozioni delle auto in sosta vietata. Si tratta di una commessa da 5 milioni di euro all’anno. Un servizio che manca a Roma dal novembre 2015, quando venne revocato l’appalto al Consorzio Laziale Traffico (CLT).

Il Comune di Roma continua a favorire la sosta selvaggia

Oggi l’agenzia Dire riferisce che il comandante generale della Polizia locale di Roma Capitale, Diego Porta ha dichiarato durante un’audizione in Commissione trasparenza che del bando di gara “non si hanno notizie da dicembre” nonostante il Campidoglio “abbia tutta la documentazione necessaria”. L’appalto per le rimozioni era stato sospeso dal precedente Comandante della Polizia Locale perché due delle consorziate del CLT “sono risultate responsabili dall’Agenzia delle Entrate di violazioni fiscali accertate in via definitiva”. Il risultato concreto è – ad esempio – che il Comune di Roma non ha i mezzi necessari per poter rimuovere le auto parcheggiate sugli stalli riservati ai portatori di handicap. C’è poi la questione legata ai veicoli posteggiati in doppia fila o sui passi carrabili. La Polizia Locale non ha mezzi sufficienti per poter agire per conto proprio. E quelli che ci sono spesso soffrono del cronico problema della manutenzione.

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Lo status del consigliere Enrico Stefàno del 6 novembre 2017

In tutto questo il Comune guidato da Virginia Raggi non è certo rimasto a guardare. Perché si sa che i 5 Stelle le cose le fanno per bene, e i bandi richiedono tempo per essere fatti a regola d’arte.  La prima a muoversi è stata  l’assessora Linda Meleo che per due volte ha chiesto ad Atac di farsi carico delle rimozioni. I giochi sembravano essere fatti al punto che Enrico Stefàno ad inizio 2017 annunciava che «Il servizio rimozioni del Comune sarà portato all’interno di Atac, con un processo burocratico che dovrebbe concludersi a inizio 2018». Ma era chiaro a tutti – forse meno ai grillini – che un’azienda nello stato di ATAC non avrebbe mai potuto farsi carico del servizio. A quel punto – ha raccontato il Comandante Porta – «nel giugno 2017 ci sono state le prime riunioni col dg Giampaoletti, che visto tramontare l’affidamento ad Atac ha avocato a sé la convocazione delle riunioni: ne abbiamo fatte diverse a ottobre, novembre e dicembre ed è stato addirittura istituito un gruppo di lavoro con Polizia locale, Agenzia della mobilità e dipartimento Razionalizzazione della spesa con una serie di incontri serrati perché entro fine anno Giampaoletti voleva che fossero pronti il capitolato d’appalto, il disciplinare e il prospetto economico».

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A novembre il Presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefàno prometteva che entro la fine dell’anno (2017) sarebbe partita la gara spiegando quindi che sarebbe stata aggiudicata entro sei mesi e che il servizio sarebbe quindi partito entro la fine dell’estate 2018. La gara però non è stata bandita. Il Comandante dei vigili sottolinea che la documentazione è stata inviata prima della fine del 2017 e che da allora non se ne è saputo più nulla. E non è un caso che a metà gennaio Stefàno abbia allegramente sorvolato sulla questione promettendo invece tolleranza zero contro chi usa le aree pedonali “come garage a cielo aperto”.

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A lavorare alla rimozione rimangono quindi le poche auto del comune e i risultati si vedono: nel 2015 furono portate via circa 25mila automobili; nel 2016, a bando scaduto, le macchine trascinate nei depositi sono state 10.029. Ma non si tratta solo di numeri, quando un’auto è parcheggiata in divieto di sosta e non viene rimossa può creare un ostacolo non solo alla circolazione ma anche all’attività dei mezzi d’emergenza contribuendo a rendere la città meno sicura.

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