La macchina del funky

Il messaggio sbagliato nella nomina di Calenda

La nomina di Carlo Calenda a ministro delle attività produttive è un messaggio sbagliato nei confronti dell’Unione Europea. Lo dice chiaro e tondo Andrea Bonanni su Repubblica di oggi, parlando della nomina annunciata ieri dal premier Matteo Renzi durante la trasmissione di Fabio Fazio. Come ricordavamo anche ieri, Calenda era infatti soltanto da marzo diventato ambasciatore a Bruxelles per i rapporti con l’Unione Europea, una nomina che il governo Renzi aveva effettuato in polemica con la UE che si lamentava di non avere un interlocutore italiano.

Peccato che solo pochi mesi fa Matteo Renzi avesse usato Calenda, allora vice-ministro, per scardinare l’establishment diplomatico nominando lui, un politico, a capo della Rappresentanza italiana presso la Ue. Erano, quelli, i mesi della grande rottura tra il premier italiano e le istituzioni comunitarie. E Renzi aveva sacrificato un ambasciatore esperto come Stefano Sannino per nominare un politico che, a suo dire, «sapeva battere i pugni sul tavolo».
Di pugni sul tavolo, per fortuna, Calenda ne ha battuti pochissimi. Ed è anche grazie alla sua intelligenza e ai suoi consigli se, nel frattempo, Renzi ha corretto il tiro ed è tornato ad essere il miglior amico di Jean Claude Juncker. Missione compiuta, allora? No di certo. A Bruxelles la sostituzione farà, al più, sollevare qualche sopracciglio. Ma rafforzerà l’idea che il nostro governo guardi all’Europa solo come ad uno dei tanti terreni di esercitazione per le alchimie di politica interna. E questo è un messaggio sbagliato. Un piccolo disastro diplomatico, confezionato dai politici.

carlo calenda enrico
La nomina fa fare all’Italia un passo indietro piuttosto ampio a Bruxelles e certifica quindi che la polemica aperta con l’UE, sacrosanta, è ufficialmente chiusa senza alcun risultato concreto. La guerra di Renzi all’UE si è conclusa senza ottenere nulla.

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