La macchina del funky

Matteo Renzi vuole il voto a ottobre, anzi no

lucia annunziata matteo renzi

Il Corriere della Sera apre oggi con la voglia di voto di Matteo Renzi: Maria Teresa Meli, cantrice ufficiale del renzismo in via Solferino, attribuisce una serie di virgolettati al segretario del Partito Democratico che tradiscono l’intenzione di portare il paese al voto il prima possibile. Ma l’ufficio stampa di Renzi smentisce tutto. Tutto parte dalla legittima difesa e dalle critiche di Renzi al provvedimento e a quello sul telemarketing:

 «Non è pensabile andare avanti un altro anno così»: è questa la considerazione che Matteo Renzi ha fatto con i fedelissimi dopo quello che lui considera l’ennesimo «errore» compiuto dalla maggioranza e dal governo sull’emendamento che riguarda il telemarketing. Per il segretario la misura è già colma. L’altro ieri, la legge sulla legittima difesa, che secondo lui ha sortito solo l’effetto di «far incavolare tutti». Ieri, invece, l’emendamento contenuto nel disegno di legge sulla concorrenza che elimina il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali.
«Un’altra norma – si è lamentato – che fa incavolare la gente». Perciò, visto che quel disegno di legge deve ora approdare a Montecitorio, ha chiamato il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato e gli ha detto di correre ai ripari: «Quell’emendamento è un errore, lo hanno voluto i Cinque stelle, che però poi si sono sfilati e adesso, se lo teniamo, lo mettono in carico a noi».

matteo renzi
Secondo il segretario quindi il governo e il parlamento rischiano di commettere da qui a febbraio troppi errori, tanti da rendere impossibile ogni vittoria elettorale. Da qui l’idea di andare al voto prima interrompendo l’agonia di Gentiloni.

E comunque è aria di voto anticipato quella che si respira al Nazareno e dintorni. Un viceministro renziano la spiega così: «Adesso Matteo deve andare deciso per fare la legge elettorale, dicendo che bisogna mettere il Paese in sicurezza, dandogli un sistema elettorale che garantisca la formazione di un governo. Su questo fronte privilegeremo la soluzione che ottiene più facilmente una maggioranza. Se dopo questo tentativo non si riesce a fare una legge elettorale, bisognerà optare per un decreto che renda omogenei gli attuali sistemi della Camera e del Senato. E poi a ottobre si va a votare, anche se non sarà materialmente lui a staccare la spina al governo».

Tutto ciò viene smentito dall’ufficio stampa di Renzi, che richiama direttamente proprio la Meli: “Quanto viene riportato in un articolo a firma di Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera, attribuito a Matteo Renzi, è completamente destituito di qualsiasi fondamento. Si tratta di virgolettati e ricostruzioni riconducibili esclusivamente alla fantasia della giornalista”.