Politica

Matteo Renzi presidente del PD?

A che punto è la transizione di Matteo Renzi verso il suo partito? Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera oggi chiede della questione ad Andrea Marcucci, renzianissimo capogruppo del Partito Democratico al Senato, la cui risposta è un pochino criptica:

Lei che lo conosce bene: Renzi farà la scissione in ottobre?
«Io credo che la forza che ci ha aiutato in questo passaggio difficile sia stato il gioco di squadra: la rottura del tabù da parte di Matteo, l’unità del gruppo dirigente, incluso il segretario Zingaretti… Comunque se dovesse venire meno la logica maggioritaria sarebbe anche naturale se nascessero prospettive politiche diverse, l’importante è che ci sia il sostegno a questo governo sino alla fine della legislatura. Dopodiché non mi risulta una cosa del genere a breve».

matteo renzi

Naturalmente la risposta apre a orizzonti ben precisi, anche perché il concetto di “breve” è relativo (un mese? Un anno? Un secolo?). Proprio per questo, racconta oggi Carlo Bertini su La Stampa, Nicola Zingaretti starebbe pensando di “blindare” Renzi offrendogli la presidenza del Partito Democratico:

I vertici Dem stanno pensando di offrire a Matteo Renzi la carica di presidente del Pd per scongiurare la sua fuoriuscita dal partito. Progetto al quale Renzi lavora alacremente, ma che potrebbe essere messo in crisi da un’offerta del genere, in grado di eliminare alla radice qualsiasi credibile motivazione politica per rompere col partito che ha guidato per quattro anni . «Certo, già così non è facile trovare un motivo valido per andarsene, ma se gli offrissero la presidenza sarebbe molto difficile fare la scissione», ammette uno dei suoi sodali. Ammissione che fa pensare ad una trattativa già avviata dietro le quinte.

Ai deputati più fedeli, l’ex segretario ha svelato il progetto che ha in mente, di cui i più alti in grado tra i Dem sono già a conoscenza: di qui ai prossimi mesi vorrebbe procedere a una scissione soft, senza strappi. Costituendo autonomi gruppi parlamentari. Portando con sé non più di una trentina di deputati alla Camera, guidati da un capogruppo «che conosca bene i meccanismi dei provvedimenti parlamentari». Ergo, la favorita per quel ruolo è Maria Elena Boschi e tutti i renziani doc sono già pronti a farsi guidare da lei nella battaglia. Al Senato, uscirebbero dal Pd una manciata di senatori, passando al gruppo Misto, visto che il nuovo regolamento impedisce la formazione di gruppi che non si siano presentati alle elezioni.

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