Fact checking

Matteo Renzi e i candidati a sua insaputa

Durante un’intervista a Repubblica Tv ieri Matteo Renzi ha affrontato la questione degli “impresentabili” nelle liste del Partito Democratico per le Regionali del 31 maggio. Rispondendo ad una domanda di un ascoltatore Renzi ha risposto dicendo che «alcuni candidati mi imbarazzano eccome, ma le liste del Pd sono pulite» ed enumerando tutti i candidati cambiati dal PD (soprattutto all’interno del PD campano) durante la campagna elettorale.

RENZI: IL PD HA FATTO PULIZIA
Secondo il Presidente del Consiglio il PD ha dei candidati seri, i problemi sono invece nelle liste collegate al candidato Presidente in Campania che sostengono il Partito Democratico sulle quali, secondo Renzi, si può discutere, anzi: «hanno dei candidati che personalmente non voterei neanche se costretto». Rincarando poi la dose dicendo che nelle liste che sostengono il Presidente ci sono candidati che «non soltanto sono impresentabili ma ingiustificabili».

Fonte: Il Mattino di Napoli
Fonte: Il Mattino di Napoli

Il problema era stato sollevato due giorni fa dal vicesegretario del PD Lorenzo Guerini che in una lunga intervista al Mattino di Napoli aveva affrontato la polemica degli impresentabili nelle liste a sostegno della candidatura di Vincenzo De Luca, ribadendo però che il suo partito aveva rispettato le rigide norme del codice etico, disattese invece in fase di composizione delle altre liste:

nonostante questo impegno molto forte messo in campo alcune situazioni di alcune liste alleate possono destare qualche interrogativo che un lavoro più attento avrebbe potuto evitare. Per questo mi rifaccio alle parole
chiare di De Luca di non votare certi nomi, il nodo venga risolto con la competizione elettorale.

A sollevare la questione era stato Roberto Saviano che sull’Huffington Post aveva denunciato la presenza di candidati espressi da Gomorra nelle liste di De Luca.
QUEI CANDIDATI CHE METTONO IN IMBARAZZO MATTEO RENZI
Per tutta risposta il Fatto Quotidiano di oggi pubblica la lista dei candidati che imbarazzano il PD e Matteo Renzi, facendo vedere come il problema dei candidati “da non votare” nelle liste a sostegno del Partito Democratico (ma anche all’interno dello stesso PD). Si va dai casi più problematici ovvero quei candidati che hanno qualche problemino con la Giustizia: il candidato Presidente in Campania, Vincenzo De Luca, condannato per abuso d’ufficio, in Liguria Raffaella Paita è indagata per omissione di atti d’ufficio, concorso in disastro colposo e omicidio colposo. Oppure l’assessore uscente alla Sanità pugliese Donato Pentassuglia che è indagato per favoreggiamento e il toscano Enrico Rossi indagato per falso ideologico in un’inchiesta sul buco nei conti dell’Asl 1 di Massa Carrara. Un drappello di candidati la cui presenza dà modo ad Alessandro Di Battista di attaccare il PD per la sua bocciatura ad una proposta di legge dei pentastellati per il DASPO ai corotti:
 


 
Ma al di là dei problemi giudiziari ad ingrossare la lista degli “impresentabili” o di quelli che sarebbe stato meglio non si fossero trovati a sostegno del PD ci sono una decina di candidati che hanno attraversato tutto lo schieramento politico per approdare in quello che una volta era il centro-sinistra. Largo ai riciclati dunque. Il caso più eclatante è senza dubbio l’ex esponente di estrema destra Vincenzo De Leo candidato a Casal di Principe ma tra i candidati imbarazzanti ci sono l’ex-leghista veneto Santino Bozza che qualche anno fa sosteneva che i gay fossero dei malati. Per lui, cacciato dalla Lega proprio da Flavio Tosi non rimanevano molte alternative. Nelle altre regioni non va meglio: in Liguria corre per la Paita Luca Lanter, ex vicesindaco di Imperia per il PDL e collaboratore di Scajola. Il Fatto ha scovato anche un “precedente pericoloso” di Rosa Cirscuolo, a quanto si legge “cenò con l’ex ministro Claudio Scajola la sera precedente il suo arresto“. Decisamente più imbarazzante la presenza in una delle liste per De Luca Presidente di Carlo Aveta, attualmente consigliere regionale per la Destra di Storace anche lui con qualche antipatia per gli omosessuali.  Per tutti il problema principale non è giudiziario ma politico, molti, tra cui probabilmente parecchi elettori del centro-sinistra e del PD sono nello stesso imbarazzo del Premier di fronte all’eventualità di votare certi candidati. Ma c’è da dire che da sempre le liste civiche, quelle che raccolgono la cosiddetta “società civile” sono liste trasversali dove si trova un po’ di tutto sia a destra che a sinistra. Il PD da parte sua fa spallucce, se non vanno bene gli alleati che ci siamo trovati a nostra insaputa potete sempre votare noi, questo è il succo del discorso di Renzi e Guerini. La domanda però è come hanno fatto certi personaggi, oggi definiti impresentabili, a finire nelle liste senza che nessuno del Partito Democratico (così ossessivamente attento agli equilibri interni) se ne accorgesse o avesse qualcosa da dire, correndo tranquillamente il rischio di dovercisi trovare al governo assieme.