La macchina del funky

«Il M5S Roma? Probabilmente non è all'altezza del compito»

massimo colomban

«Non mi farete parlare male della Raggi», premette Massimo Colomban nell’intervista rilasciata oggi a Giovanna Vitale su Repubblica dopo l’annuncio delle sue dimissioni e della nomina al suo posto di Alessandro Gennaro, componente del suo staff. Però forse il veneto ex assessore alle partecipate dovrebbe rivedere il suo concetto di “parlare male”:

Per quel che ha potuto vedere, ritiene la classe dirigente 5S all’altezza?
«Probabilmente no, ma visto il livello nel quale è stata ridotta l’economia locale e nazionale, se ascoltassero farebbero addirittura meglio!».
All’interno del M5S esiste un problema di selezione dei gruppi dirigenti?
«Come tutti i movimenti giovani che vanno al potere, devono maturare e crescere al loro interno. Sono senza dubbio una forza politica irruente e innovatrice, che però deve evolvere verso la indispensabile professionalità e capacità governativa. Specie sull’economia, alcune loro idee mi spaventano perché forse c’è chi spera nel tanto peggio per l’Italia (e per Roma) tanto meglio per il Movimento, che è l’opposto di ciò che un operatore pubblico o politico dovrebbe pensare e fare».

massimo colomban dimissioni
Colomban infatti spiega che attualmente al M5S Roma manca la professionalità e la capacità governativa

Calando questo ragionamento nella realtà cittadina, lei era per l’ingresso dei privati in Atac ma la giunta Raggi ha deciso che resterà tutta pubblica e di proseguire l’affidamento in house.
«A mio parere le aziende di servizi, come appunto Atac e Ama, devono essere per prima cosa efficienti e dare il miglior servizio al cittadino al minor costo, indipendentemente che siano al 100% pubbliche o in JV pubblico-privato. È di fondamentale importanza che il servizio sia messo a gara ogni tot anni, e che vinca il migliore: se il migliore è una società al 100% del Comune bene, altrimenti via libera ad una sana ed onesta concorrenza. Il mantra “tutto pubblico” non funziona».
Il M5S ha preferito tener fede alle promesse elettorali anziché darle retta…
«L’ingresso dei privati poteva essere un primo passo, anche se la situazione che ho trovato in Campidoglio e nelle sue partecipate era, e purtroppo in alcune aree ancora permane, molto difficile e compromessa. Non si può avere la qualità dei servizi di Milano quando le risorse pro capite sono la metà ed il territorio da servire sette volte più esteso. Perciò, fintantoché Roma non avrà almeno un miliardo (ma per essere alla pari con Milano ne servirebbero due) di maggiori risorse per infrastrutture e servizi non riuscirà a fare miracoli».