La macchina del funky

Massimo Colomban annuncia l'addio a settembre

massimo colomban

Ieri Massimo Colomban non era presente alla conferenza stampa che celebrava il primo anno di Grandi Successi di Virginia Raggi con tanto di claque degli attivisti. Oggi sul Messaggero l’assessore vicino alla Casaleggio fa sapere che ha intenzione di andarsene a settembre, lasciando la giunta Raggi che tremare il mondo fa:

«Il mio è un assessorato di scopo, quindi a tempo, sto completando tutta la riorganizzazione della governance delle partecipate. Il gruppo di lavoro va avanti spedito, il dossier è a buon punto, presto lo presenteremo».
La danno in uscita a brevissimo.
«La sindaca lo sa: sono stato chiamato per una missione, a settembre ritengo che il mio compito potrà dirsi esaurito».
Sarà una perdita notevole per gli equilibri del Campidoglio: è identificato come l’uomo della Casaleggio dentro la giunta, l’assessore di punta.
«Troppo buono. Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile».
Lei è entrato in corsa dopo l’arresto di Marra, è un imprenditore del Veneto laborioso e pragmatico: la sua idea su questo primo anno di Virginia Raggi?
«Non mi piace dare giudizi, perché il ragionamento sarebbe molto complesso e sfaccettato. Posso dire cosa ho trovato».

andrea mazzillo massimo colomban
Insomma, Colomban, che era arrivato per rivoluzionare Roma, se ne andrà dopo aver completato un dossier.

Prego.
«Ho trovato in giunta una squadra unita e vogliosa di fare, composta da giovani intraprendenti e da elementi più grandi ed esperti, un bel mix,insomma».
Il cambiamento, a detta anche di big come Luigi Di Maio, non è stato percepito a Roma.
«Il Comune di Roma è una sfida mastodontica. Ci sono dossier e settori che non sono mai stati affrontati e soprattutto risolti. Ci sarà un motivo per cui il Campidoglio ha un debito gestito da un commissario da 13 miliardi di euro, o no?».
Secondo lei la politica che vi ha preceduto ha rubato tutti questi soldi?
«No, non voglio dire questo e non ho gli elementi. Ma ci sono stati troppi errori e sottovalutazioni. Anche da parte del Governo nei riguardi della Capitale».