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La candidata di Forza Italia e la strana storia della casa "acquistata" dai grillini

martina guarascio m5s

La beffa per i 5 Stelle arriva da Vittoria (Ragusa): Martina Guarascio, figlia di un commerciante toltosi la vita dandosi fuoco davanti alla casa pignorata dalle banche, era diventata uno dei simboli delle battaglia dei grillini, che avevano organizzato una raccolta fondi per scongiurare il suo sfratto: non più di sedici mesi fa il M5S riconsegnò con tutti gli onori alla 32enne la casa pignorata – presenti per l’occasione Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.

Martina Guarascio: la candidata di Forza Italia e la strana storia della casa “acquistata” dai grillini

Adesso lei si candida alla Regione Sicilia con Forza Italia: «Siamo contenti per lei: ci dispiace solo che abbia scelto il lato sbagliato», la replica del candidato governatore M5S Giancarlo Cancelleri. Ma la storia è più complicata di così e l’ha raccontata qualche tempo fa Mauro Munafò su l’Espresso: nel 2013 la trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro aveva dedicato un lungo servizio al caso, promuovendo una raccolta di fondi tra gli ascoltatori con l’obiettivo di riacquistare l’immobile. La raccolta fondi, diretti verso un conto corrente della famiglia, era stata dichiarata conclusa con successo.

Se i soldi per il riacquisto erano già stati raccolti, cosa hanno acquistato quindi i consiglieri del Movimento 5 Stelle? Da quanto dichiarato a Vittoria dai 5 Stelle e dal figlio di Giovanni Guarascio in un’intervista alla testata locale MeridioNews, la casa non era stata riacquistata perché sotto sequestro preventivo. Quella cifra è stata quindi in parte usata per spese legali e mediche.

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Foto da: L’Espresso

La casa è stata invece acquistata solo di recente ed è costata intorno ai 70mila euro. Di questi, quelli donati dal Movimento 5 Stelle sono stati “circa 30mila” secondo Giovanni Guarascio. Per l’esattezza 32mila afferma il Movimento 5 Stelle Sicilia con un video pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Lo stesso figlio di Guarascio disse all’epoca la sua sull’uso politico fatto della loro vicenda. “All’inizio il Movimento cinque stelle ha detto “L’abbiamo comprata noi”, poi hanno corretto il tiro. Ma in fondo li capisco. Se dici “abbiamo contribuito” ha meno peso. Così invece ha più impatto politico, ma non voglio innescare polemiche”.