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Maria Elena Boschi ed Elio Lannutti «antisemita»

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Maria Elena Boschi va all’attacco di Elio Lannutti. In un’intervista rilasciata a Giovanna Casadio su Repubblica lo definisce antisemita e dice che Italia Viva non lo voterà mai come presidente della Commissione Banche:

«Noi siamo stati chiari fin dall’inizio: Lannutti per noi è invotabile, e non per il conflitto di interessi con suo figlio, ma per le frasi vergognose dette sugli ebrei. Chi porta avanti pregiudizi squallidi antisemiti non avrà mai il nostro voto, qualunque attività faccia suo figlio. Mi chiedo come i 5Stelle possano continuare a sostenere questa candidatura».

Quale è il suo giudizio sul salvataggio della Popolare Bari?
«Quando sta per saltare una banca, è giusto intervenire. Punto. Certo si può discutere di tutto: il merito del provvedimento, la tempistica, il ruolo della Vigilanza, la mancata trasformazione in spa, i tanti denari necessari. Ma salvare una banca significa salvare le famiglie dei risparmiatori e dei lavoratori. Noi lo abbiamo sempre detto, adesso se ne accorgono anche gli altri. I grillini dovrebbero avere un po’ d’onestà intellettuale».

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Lei potrà togliersi ora qualche macigno dalle scarpe?
«Dopo una vicenda del genere, ci si potrebbe togliere molto più che un macigno. Un’intera valanga, volendo. Ma non voglio più riaprire le polemiche del passato».

La vicenda Banca Etruria la vide sul banco degli imputati per il ruolo di suo padre. Ammette un conflitto d’interessi? Fa autocritica?
«La mia famiglia ha pagato un prezzo altissimo e ingiusto. Mio padre è stato massacrato mediaticamente e ha subito vari procedimenti: la sua posizione è stata archiviata su tutto sino ad ora. Resta un procedimento ancora in piedi e la Procura ha chiesto l’archiviazione anche per quello. La mia famiglia è stata distrutta sui giornali e sui social e chi ha un minimo di onestà intellettuale oggi dovrebbe chiedere scusa, altro che attendere l’autocritica. L’Antitrust stessa ha escluso che sussistesse un mio conflitto di interessi. Banca Etruria è stata il grande alibi per una vergognosa campagna di sciacallaggio di tanti. Di troppi».

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