Fatti

Gregoretti, Salvini rischia quindici anni di carcere

@alessandrodamato|

salvini gregoretti sequestro di persona

Matteo Salvini ha annunciato ieri sera a Fuori dal Coro che dopo il no dei mesi scorsi sul caso Diciotti, per la Gregoretti la giunta delle autorizzazioni a procedere del Senato tornerà di nuovo a valutare l’accusa di sequestro di persona che, per la seconda volta, il tribunale dei ministri di Catania ha deciso di contestare all’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini chiedendo al Parlamento l‘autorizzazione a processarlo.

Il processo a Salvini per la Gregoretti

L’inchiesta è quella relativa ai 131 migranti trattenuti, a luglio scorso, per diversi giorni a bordo della nave militare Gregoretti e, così come avvenuto per il caso Diciotti, anche questa volta il tribunale dei ministri di Catania (nella stessa composizione, Nicola La Mantia, Sandra Levanti, Roberto Corda) è stato di parere opposto a quello del procuratore Carmelo Zuccaro che aveva chiesto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Salvini.

A dare notizia della notifica della richiesta di autorizzazione a procedere, inviata alla presidente del Senato Casellati il 12 dicembre, è stato lo stesso Salvini ospite della trasmissione “Fuori dal coro”. “Rischio fino a 15 anni di carcere, ritengo che sia una vergogna che un ministro venga processato per aver fatto l’interesse del suo Paese”, il commento di Salvini sul cui capo pende una analoga accusa di sequestro di persona al momento al vaglio del tribunale dei ministri di Palermo per il blocco dei migranti a bordo della Open Arms a cavallo di ferragosto.

La Gregoretti come la Diciotti

La nave Gregoretti della guardia costiera italiana, a luglio, aveva preso a bordo 131 migranti tratti in salvo in parte da un peschereccio siciliano e in parte da un gommone, pochi giorni dopo l’approvazione del decreto sicurezza-bis che aveva introdotto multe pesantissime a carico delle navi che avessero soccorso migranti portandoli in acque italiane senza autorizzazione.

nave gregoretti salvini porto chiuso guardia costiera - 2

La nave della guardia costiera si era diretta verso Lampedusa ma il Viminale aveva negato lo sbarco e l’unità militare italiana era rimasta diversi giorni in mare in attesa che la commissione europea riuscisse ad ottenere da cinque Paesi la disponibilità ad accogliere parte dei migranti. Solo dopo, l’allora ministro dell’Interno aveva dato l’autorizzazione allo sbarco dei migranti dalla nave militare che nel frattempo era stata dirottata nel porto di Augusta.

Leggi anche: Lamorgese batte Salvini cinque a uno sui ricollocamenti