Opinioni

Marco Travaglio chiede le dimissioni di Paola Muraro

Tanto tuonò che piovve. Marco Travaglio, dopo una strenua difesa senza quartiere nei confronti della Giunta Raggi, oggi sul Fatto Quotidiano chiede le dimissioni dell’assessora Paola Muraro perché ha mentito all’opinione pubblica:

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è stato sospeso ed è tuttora appeso a una procedura di espulsione per aver taciuto al Movimento e ai concittadini un avviso di garanzia per abuso d’ufficio (l’inchiesta riguarda anche lì una vicenda non infamante: la nomina dei nuovi vertici del Teatro Regio; ed è nata dall’esposto di un senatore del Pd). Il caso della Muraro è diverso per tre motivi: l’assessora è un tecnico esterno, dunque non risponde alle regole del Movimento; ha informato la sindaca Raggi; e non ha ricevuto avvisi, ma ha “soltanto” saputo di un’iscrizione. Probabilmente la Raggi ha sottovalutato il caso o non ha voluto costringere la Muraro a rivelare una notizia ancora riservata in piena bufera, anche se avrebbe fatto molto meglio a farlo.
E la Muraro aveva persino il diritto di non parlarne e di non rispondere sul punto alle domande dei giornalisti. Ma,quando ha accettato di rispondere –per esempio –al Fatto, doveva dire la verità. Invece non l’ha fatto e ora dovrebbe trarne le conseguenze, cioè dimettersi. Non per l’inchiesta, che nessuno sa che esito avrà e, non riguardando tangenti, appalti truccati, mafiosità o altre accuse infamanti, non è roba da dimissioni, almeno fino all’eventuale rinvio a giudizio. Ma per la bugia. Che, fatte le debite proporzioni, è come Talleyrand (o Fouché) definì la decisione di Napoleone di far rapire e giustiziare il duca di Enghien.“È stata peggio di un crimine: è stata un errore”.

Galeotta, a quanto pare, è stata l’ultima intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, nella quale, come abbiamo fatto notare ieri, la Muraro ha continuato a mentire (sapendo di mentino):

paola muraro indagata luglio
L’intervista al Fatto in cui Paola Muraro dice di non sapere niente di avvisi di garanzia: oggi ha ammesso di sapere di indagini a suo carico dal 18 luglio

Ieri, intanto, anche Peter Gomez ha chiesto a Virginia Raggi di smetterla di giocare con le parole e di decidere tra le scuse e le dimissioni.

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