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I “magheggi” in Lombardia e i morti che sono molti di più di quelli ufficiali

In un’intervista rilasciata oggi al Fatto Quotidiano Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe reitera le accuse nei confronti di Gallera e Fontana

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In Lombardia i morti sono molti di più di quelli ufficiali e la Regione comunica i dati in modo da fare gaming, ovvero con espedienti utilizzati per abbellirli. In un’intervista rilasciata oggi al Fatto Quotidiano Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe reitera le accuse nei confronti di Gallera e Fontana:

Secondo un’analisi Gimbe, la Lombardia il 9 aprile dichiarava 15.706 casi con “almeno un passaggio in ospedale dichiarati dimessi/non ricoverati”, pazienti “in isolamento domiciliare”. Ma questi casi finivano nel computo dei guariti della Protezione civile. Questo è gaming, perché l’aumento dei guariti genera distorsioni.

E sui nuovi casi è possibile fare gaming ?
Certo, effettuando meno tamponi diagnostici o calcolando la percentuale di positivi con al denominatore quelli totali, inclusi quelli per verificare la guarigione.

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Lei ha dubbi anche sul numero dei deceduti?
Purtroppo i numeri sono molto più alti. Secondo Istat e Iss, dal 20 febbraio al 31 marzo 2020, rispetto allo stesso periodo degli anni 2015-2019, in Lombardia oltre a 8.362 decessi Covid c’erano 18.917 morti in più, un aumento del 186,5%. Il sistema di raccolta dati sui morti ha funzionato più o meno per metà. Anche l’Inps, che ha valutato i decessi tra marzo e aprile, ha rilevato risultati simili.

Sui ricoveri abbiamo un saldo senza sapere quanti entrano e escono. Perché questi dati sono taciuti?
Non sono stati taciuti, ma semplicemente mai raccolti. Non mi risulta sia mai stata implementata una scheda unica di raccolta dati per casi positivi.

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