Politica

Ma dov’era Grillo quando la “destra pericolosetta” era al governo con il M5S?

Beppe ritorna in campo per blindare Di Maio, e già che c’è cerca anche di puntellare il governo. Si accorge persino che Salvini non è Churchill

luigi di maio beppe grillo

“Non possiamo continuare a fare dei Facebook uno contro l’altro. Adesso le situazioni devono essere chiare: il referente è lui. Il capo politico è lui. Io starò un po’ più vicino, quindi non rompete i coglioni, perché sennò ci rimettiamo tutti”. Beppe Grillo minaccia il resto del MoVimento 5 Stelle per difendere Luigi Di Maio e si schiera così nella caccia all’uomo che si è scatenata tra i grillini dopo il voto su Rousseau che ha per la prima volta contraddetto il capo politico.

Beppe Grillo spiega agli eletti M5S che non devono rompere i c…

Nel video che Di Maio pubblica sulla sua pagina facebook Grillo se la prende con chi nel MoVimento ha “nostalgia del passato”, dice che il caos politico in cui attualmente sono invischiati è invece un bene, rispolvera la sua vocazione democristiana di centro: “Noi magari facciamo da tramite tra una destra che arriva, un po’ pericolosetta, e una sinistra che si deve formare anche lì”. E dimentica che con la destra “pericolosetta” il suo partito si spartiva il potere fino a ieri. «È nel caos che vengono fuori le belle idee, siamo l’ottava potenza del mondo e abbiamo sacche di povertà da 5-6 milioni di persone, la sanità è l’economia, se fai star bene le persone si ammalano meno. Le tasse servono a orientare il paese verso qualche cosa. Dobbiamo cambiare dieta, agricoltura, risboscamento, le rinnovabili, dobbiamo sempre avere un pensiero mondiale», dice regalando gemme del suo pensiero più lisergico.

Ma poi viene al punto: «Io quando penso a come eravamo, eravamo una meraviglia con un manager che organizzava, un pazzo sul palco, ora c’è da riprogettare, dobbiamo essere euforici, dobbiamo essere straordinariamente euforici», spara, e subito dopo la butta sugli indiani che costruiscono e distruggono. Poi parla dell’Emilia: «Ci andiamo per beneficenza, non ci vuoi dare un piccolo voto per beneficenza a noi?», continua.

«Tutto tende all’entropia»

E siccome tutto tende all’entropia, è normale che quelli come Roberta Lombardi si ribellino alla pretesa di silenzio da parte di Beppe:

roberta lombardi

Anche Emanuele Dessì si schiera da quella parte: “Continuo a voler bene a Grillo, come ho sempre fatto. Soprattutto perché a rompere i coglioni me lo ha insegnato lui, e gli insegnamenti di un padre non si mettono mai da parte”, dice all’Adnkronos il senatore del M5S. Per il resto sono tutti entusiasti: “Oggi è arrivato un segnale importantissimo dal garante e fondatore del MoVimento 5 Stelle, che ci richiama tutti all’unità, ad andare avanti e a non sprecare questa occasione di governo, che è importantissima per cambiare le cose nel Paese”, dice il ministro per le Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora. E c’è chi cerca di trovare un segnale salvifico: “È chiaro che Beppe ha messo ancora una volta una pietra tombale sulla Lega e sulla destra definendole pericolose per questo Paese e aggiungo che pensare ad un ritorno con la Lega significa anche ammazzare tutti i nostri sogni di evoluzione ecologica e vera trasformazione del modello economico del nostro Paese. Ora rafforziamo questo governo che è nato sulla volontà di dare stabilità ai cittadini e costruire una visione di medio e lungo termine”, dice il senatore Luigi Gallo, notoriamente vicino a Roberto Fico.

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