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Così il M5S nega a Virginia Raggi 10 milioni per gli Europei

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Virginia Raggi chiede al governo 10 milioni di euro per gli Europei 2020, visto che quattro partite, tra cui quella inaugurale, si svolgeranno a Roma. Ma il governo Lega-M5S dice no. La piccola storia di boicottaggio interno grillino è raccontata oggi dal Fatto Quotidiano:

Il Comune ha chiesto al governo circa 10 milioni: dopo una serie di contatti infruttuosi col precedente esecutivo Pd e una lettera a Giorgetti, adesso le risorse sono in arrivo. Nelle trattativa però si sono persi mesi, c’è il rischio di non farcela coi tempi della burocrazia capitolina.

Per questo i sottosegretari Giorgetti e Valente avevano individuato la soluzione del commissario straordinario, come per le Universiadi a Napoli: una figura a titolo gratuito, magari interna all’amministrazione, per fare da stazione appaltante e ridurre i termini delle gare.

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La proposta inserita nel dl Crescita però è saltata. L’emendamento è stato dichiarato inammissibile, anche il ricorso presentato dal M5S è stato respinto. La bocciatura porta una firma pesante: il leghista Borghi forse no, ma la 5stelle Ruocco avrebbe dovuto essere un’alleata, in teoria. In realtà in Campidoglio ricordano bene i duri attacchi della deputata alla sindaca nei momenti più difficili della sua gestione: qualcuno sospetta che non si tratti solo di una questione tecnica, ma politica.

In un caso o nell’altro, per la Raggi è un problema: il commissario serve, all’orizzonte non ci sono altri provvedimenti dopo il Dl Crescita. E il tempo passa. Non resta che sperare nell’ultimo ricorso alla presidenza della Camera. Cioè a Roberto Fico, altro 5stelle che con la sindaca non è stato tenero. Al calcio d’inizio manca poco.

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