Opinioni

Per il M5S di Mira è vietato parlare di case chiuse

M5S contro M5S in Veneto. Il gruppo del MoVimento 5 Stelle in Veneto ha annunciato una mozione in Regione sulle case chiuse: «poiché il governo Renzi, come sempre, proverà a non ascoltare le proposte che vengono direttamente dai cittadini e ci metterà degli ostacoli alla calendarizzazione di questa proposta in Parlamento. Pertanto chiederemo alla Regione Veneto di votare una mozione per fare pressione sull’esecutivo a Roma, affinché questa proposta venga discussa in tempi brevi». «In questo modo – auspica – avremo più decoro nelle strade, le ragazze non saranno più sfruttate e toglieremo un importante affare alle mafie, ci sarà più sicurezza per la salute e, cosa non da poco, finalmente questa attività pagherà le tasse. Fino ad oggi la prostituzione, non essendo regolamentata, ha sottratto al fisco miliardi di euro. È ora che quei soldi tornino nelle nostre casse».
m5s veneto mira case chiuse
Ma il M5S di Mira, ovvero uno dei primi comuni in cui i grillini hanno vinto le elezioni, eleggendo Alvise Maniero come primo cittadino, non ci sta. E scrive di essere contrario a “ogni discussione, anche interna al M5S”, sul tema: «Le assessore del Comune di Mira, gli attivisti e le attiviste del M5S di Mira prendono netta posizione contraria nei confronti di ogni discussione, anche interna al Movimento 5 Stelle, riguardo la riapertura delle case di tolleranza», si legge in una nota citata al Gazzettino. «La Legge Merlin del 1958, con cui è stata stabilita l’abolizione della regolamentazione della prostituzione in Italia e l’introduzione di una serie di reati legati allo sfruttamento della prostituzione ha sempre rappresentato un caposaldo e deve continuare ad essere difesa e rispettata», affermano i 5 Stelle del comune veneto secondo il quale la lotta alla prostituzione non dovrebbe «passare per la riapertura delle case di tolleranza perché ciò significherebbe di fatto legittimare l’esercizio della prostituzione, sia pure con alcune restrizioni».