Politica

Lorenzo Fioramonti torna a minacciare le dimissioni

Il ministro dell’Istruzione continua a chiedere 3 miliardi (in biglietti di piccolo taglio?) per la scuola altrimenti se ne andrà. Lo fa da mesi e non ha ancora

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Lorenzo Fioramonti, ministro della Pubblica Istruzione, torna oggi a minacciare le dimissioni se non gli danno tre miliardi per la scuola (in biglietti di piccolo taglio? Con un elicottero sul tetto del ministero a viale Trastevere?) in un’intervista al Messaggero:

«Sulla manovra ho la stessa posizione da sempre, anche quando ero viceministro con Bussetti. Ritengo che la scuola e l’università siano in fase di annegamento. Chiedo di arrivare alla linea di galleggiamento».

Altrimenti?
«Altrimenti dall’anno prossimo tante università non potranno pagare gli stipendi. Secondo la media europea: l’Italia dovrebbe investire 24 miliardi di euro. Dieci anni fa, sono andato a rivedere le cifre, su scuola e università c’era un investimento di 5 miliardi. La mia non è una pretesa arrogante, ma una battaglia politica. Chiedere 3 miliardi è il minimo per arrivare, appunto, a una soglia di galleggiamento ed evitare il fallimento di tante università».

Conferma le dimissioni nel caso non riuscisse a centrare questo obiettivo?
«Sì, d’altronde le mie armi politiche sono queste: mettere sulla bilancia la fine della mia esperienza governativa. Anzi, mi permetta una battuta».

Ovvero?
«Se prima di me ci fossero stati altri ministri pronti a mettere a rischio la loro carriera governativa per salvare i fondi, ora non starei minacciando le dimissioni».

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Fioramonti, già che c’è, dice che il M5S deve aiutare Bonaccini a vincere in Emilia Romagna:

Il M5S non se la passa molto bene,concorda?
«Il M5S deve trovare il coraggio della fase iniziale: deve presentare un’idea di un Paese diverso, altrimenti non ha senso, il Movimento. Io rappresento al meglio lo spirito idealistico del M5S: dalle nuove tecnologie all’educazione dello sviluppo sostenibile, a partire dal prossimo anno con la rimodulazione dell’educazione civica. Negli ultimi anni si è perso questo spirito. Non stiamo lì per i sondaggi, ma davvero per cambiare il Paese».

C’è un pezzo di grillini che guarda a lei come leader.
«Nonostante la cattiva stampa, tanti parlamentari si confrontano con me, non ho alcuna ambizione».

Di Maio è sotto attacco.
«Faccio tanti complimenti a Luigi: è un ottimo giocoliere, tiene in volo trenta palline contemporaneamente, occupandosi di tutto, ma non può fare tutto da solo».

In Emilia Romagna il M5S dovrebbe presentarsi?
«Non lo so perché non conosco nel merito la vicenda territoriale. Di sicuro, però, dobbiamo aiutare il fronte progressista a vincere, quindi Bonaccini».

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