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Locatelli a gamba tesa sui razzisti: “Le istituzioni non devono farli entrare negli stadi” | VIDEO

Il centrocampista azzurro parla dal ritiro della Nazionale e affronta il tema degli insulti e dei buuu partiti dagli spalti degli stadi italiani

Locatelli

Parole forti e accuse ben decise. Gli ultimi episodi di razzismo negli stadi italiani hanno sollevato un problema spesso sottovalutato. Anche dalle istituzioni. E Manuel Locatelli, centrocampista della Nazionale e della Juventus, parla di questo senza utilizzare mezzi termini, puntando il dito contro chi dovrebbe non solo sensibilizzare su determinati temi, ma anche prendere decisioni ben definite contro chi si macchia di istigazione all’odio razziale. L’intervento postumo, dunque, non è sufficiente.

Locatelli si scaglia contro i razzisti: “Non dovrebbero entrare negli stadi”

Il centrocampista azzurro, che dovrebbe scendere in campo titolare domenica pomeriggio contro il Belgio per la finale 3°/4° della Nations League, ha parlato dello stato dell’arte del razzismo negli stadi. Non solo il caso Koulibaly, Anguissa e Osimhen durante l’ultimo Fiorentina-Napoli, ma anche quegli insulti piovuti dalla curva dell’Atalanta all’indirizzo dell’attaccante viola Dusan Vlahovic.

“Ora basta, ci siamo stufati: bisogna fare qualcosa di forte subito. Servono decisioni anche drastiche. Il tema è talmente delicato che bisogna fare qualcosa subito, perché se ne parla da troppo tempo. Noi dobbiamo esporci, ma si devono esporre tutte le istituzioni: è una follia quello che continua a succedere e bisognerebbe prendere decisioni importanti, anche drastiche, perché davvero ci siamo stufati tutti. I razzisti non dovrebbero più entrare negli stadi”.

E per non farli entrare serve un accurato lavoro preventivo. Perché se nel caso Maignan si è trattato di un singolo (che poi ha dato la colpa all’eccesso di alcol), in tantissime altre occasioni i cori razzisti e xenofobi sono partiti da veri e propri ambienti di tifo organizzato. Alcuni di questi personaggi sono ben noti, anche alle forze dell’ordine, eppure compaiono costantemente nelle curve degli stadi italiani.

(foto: da RaiSport)