Politica

I litigi sui soldi e sull'autista del PD Marche

Nelle Marche il Partito Democratico litiga per i soldi e per l’autista. I protagonisti sono la deputata Alessia Morani e il segretario regionale Francesco Comi. Quest’ultimo, dopo la richiesta di congresso locale da parte della deputata condita da allusioni piuttosto estreme («Vorrei sapere cosa fate con i nostri soldi»), parte all’attacco della Morani: «L’unica abusiva è lei che deve 10600 euro al PD Marche».
alessia morani pd marche
La Morani su Facebook si arrabbia per l’allusione preannunciando querele e spiega di aver dato soldi al PD provinciale per aiutarlo in un momento di difficoltà economica:

A parte lo squallore della risposta dovuta all’incapacità di rispondere in termini politici (ma questo è purtroppo noto) vorrei che si sapesse che secondo le indicazioni del Pd Marche i parlamentari avrebbero dovuto versare 30.000€ per la candidatura come contributo per la campagna elettorale e 12.000 € per l’attività politica regionale.
Io ho versato 30.000€ al Pd Marche mentre ho scelto di versare per l’attività politica 24.000 € al Pd provinciale per aiutare la mia federazione in un momento di difficoltà economica.
E il Pd regionale lo sa.
Quindi ho versato esattamente il doppio.
È tutto documentato poiché l’ho fatto a mezzo bonifico.

Ma a questo punto entra in scena la tesoriera marchigiana Giorgia Sampaoli, che contesta la ricostruzione della Morani e parla di diverse utenze telefoniche, più conti correnti (uno con scoperto di 20milaeuro),funzionari stipendiati oltre a sei impiegati (che aspettavano soldi da 4/5 mesi) e un autista. Collaborazione da circa 1000 euro, che la tesoriera subentrata non rinnova. E c’era anche l’auto blu: un’Alfa 159 station wagon diesel che il segretario Comi fa subito vendere.
alessia morani pd marche giorgia sampaoli

Si è quindi concordato di accettare un piano di rateizzazione per il versamento dei 30.000 euro e ad oggi la Senatrice Fabbri ha integralmente saldato l’impegno e contribuisce come gli altri con il versamento mensile, l’On. Marchetti versa mensilmente quota parte del contributo una tantum e la quota mensile, l’On. Morani seguiva le stesse abitudini di Marchetti, salvo poi interrompere i versamenti a febbraio 2017, sostenendo che la somma versata, di poco inferiore a 30.000 euro complessivi, fosse idonea a coprire il versamento dell’una tantum di 30.000 euro ed invitando la tesoreria a chiedere i soldi alla federazione pesarese alla quale ha versato oltre 24.000 di contributo.
In merito alla contribuzione dell’On. Morani alla Federazione di appartenenza, c’è sicuramente da renderle grande merito, così come ai parlamentari pesaresi Marchetti e Fabbri, tuttavia i parlamentari eletti nella Regione Marche per essere in regola con le erogazioni liberali, a prescindere dalle loro contribuzioni alle federazioni o alle realtà territoriali minori, debbono aver versato ad oggi al PD Marche 40.300 euro, euro 30.000 assunti con l’impegno pre-elettorale ed € 200 quale contribuzione mensile.
Quasi tutti i Consiglieri ed i Parlamentari versano una quota aggiuntiva e volontaria, oltre quella versata al regionale, ai Circoli o alle loro Federazioni di appartenenza, ci auguriamo pertanto che l’On. Morani provveda quanto prima a mettersi in regola con i pagamenti contribuendo, come i propri colleghi, a risanare il debito che sia io che il Segretario abbiamo trovato.

Ma soprattutto la Sampaoli contesta la questione dei soldi dati dalla Morani,che si presenta nei commenti per replicarle: «In questo post, quindi, trovo la conferma di quanto ho affermato e cioè che tra Pd Regionale e provinciale ho versato 54.000€ (che sono 12.000€ in più rispetto al dovuto). Pertanto definirmi abusiva è una grande offesa e menzogna. Attendo, invece, risposte sul piano politico, non dalla tesoriera naturalmente». La Sampaoli controreplica: «Cara Alessia, per essere in regola con i contributi al pd regionale, come i tuoi colleghi, mancano un po’ più di 10.000 euro, come ti ho scritto. Quanto hai versato alla tua federazione, per quanto encomiabile, è frutto dei vostri accordi e del vostro rapporto. La realtà regionale è una cosa quella del provinciale è altra». Il bilancio 2015 del PD Marche si è chiuso con debiti per 515mila euro, portati a 485mila nel 2016 grazie ai contributi dei parlamentari.