Opinioni

La terza puntata della lite tra il Codacons e il Fatto

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato l’anno scorso un articolo in cui raccontava di un accordo tra il Codacons e il Monte dei Paschi di Siena ricevendo un milione e 635 mila euro dalla banca in cambio della rinuncia alla costituzione di parte civile nel processo agli ex Mps Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Il Codacons, abbiamo scoperto ieri, ha inviato una rettifica che La terza puntata della lite tra il Codacons e il Fattoil Fatto non ha pubblicato; a quel punto Rienzi si è rivolto al tribunale che lo ha condannato a risarcire le spese. Oggi il Fatto pubblica una richiesta di rettifica da parte del Codacons:

Chiediamo l’immediata rettifica dell’articolo A Rienzi piacciono le spese legali solo se le incassa lui, pubblicato domenica, che diffama pesantemente l’associazione Codacons ribadendo le diffamatorie accuse contenute nell’articolo del 31 ottobre scorso avverso il quale sono state proposte due querele penali. Tale articolo, laddove riferisce di “un accordo tra Monte dei Paschi e Codacons con cui la banca ha rinunciato a una causa per diffamazione contro Rienzi, il quale in cambio non si è costituito parte civile in un processo contro gli ex vertici Mps.

Codacons ha così ottenuto, tra l’altro, 612 mila euro per le spese legali, mentre Rienzi personalmente ne ha avuti 291 mila”, è falso e diffamatorio in quanto l’accordo con Mps è stato determinato non da quell’erogazione economica ma dal finanziamento di 6 importanti progetti sociali (contro la ludopatia, per la trasparenza, per le cure dei bambini allergici e altri), mentre le somme di cui scrive Meletti sono state erogate all’associazione per compensarla delle spese legali affrontate in 5 anni per 8 avvocati e 5 periti ed economisti ingaggiati per contrastare le azioni della banca. Quanto alla costituzione di parte civile nei processi contro i vertici di Mps se il cronista si fosse informato come suo dovere avrebbe saputo che oltre 600 risparmiatori sono costituiti parte civile contro quei vertici assistiti proprio dal vicepresidente Codacons avvocato Bruno Barbieri.

La replica di Meletti è, diciamo, abbastanza esaustiva:

La verità è che il cronista si informa come suo dovere e pubblica notizie documentate e verificate, mentre Rienzi continua a molestarci con sedicenti “re t t i f i c h e”la cui “natura diffamatoria”è stata rilevata dallo stesso Tribunale di Roma con ordinanza del 14 marzo scorso. E quindi, nuovamente, dobbiamo ricordare allo smemorato che cosa ha firmato con il Monte dei Paschi: “BMPS, in ragione del suddetto spirito conciliativo e allo scopo di favorire la definizione di ogni controversia con il Codacons, si impegna a:
(i) sostenere sei progetti di interesse civico (…) mediante versamento da parte di quest’ultima dell’importo di (…) Euro 732.000,00 da pagarsi, dietro emissione di relative fatture, entro tre giorni lavorativi dalla conclusione del presente accordo;
(ii) corrispondere un contributo alle spese legali sostenute dal Codacons e dall’avv. Rienzi per l’attività resa dai professionisti incaricati nei vari, giudizi indicati nelle premesse, (…) per un ammontare lordo di Euro 612.821,40 a favore del Codacons e di Euro 291.824,00 per l’avv. Rienzi, da pagarsi entro tre giorni lavorativi dalla conclusione del presente accord o”.

E ancora: “Il Codacons dichiara di rinunciare a ogni e qualunque pretesa o diritto fatto valere mediante la costituzione di parte civile e la chiamata del responsabile civile nei confronti di BMPS nel procedimento penale n. 29634/2014 RGNR e nel procedimento penale n. 955/2016 in corso presso il Tribunale di Milano, così come a ogni pretesa o diritto derivante da, o connesso con, i titoli azionati attraverso la costituzione di parte civile e la chiamata del responsabile civile. (…) In coerenza con le rinunce di cui agli articoli che precedono, il Codacons dichiara di rinunciare anche a spiegare e a coltivare il proprio intervento in giudizio a sostegno delle cause promosse nei confronti di BMPS o di ex esponenti di BMPS da investitori in strumenti finanziari emessi da BMPS nel tempo fino alla data odierna, per gli stessi fatti oggetto dei due procedimenti penali sopra indicati, ferma la possibilità – per i legali incaricati o indicati dall’associazione – di continuare a prestare assistenza in favore di singoli inve s t i to r i ”.

Questo Rienzi ha firmato e di questo abbiamo dato notizia. Il fatto che i singoli, non avendo beneficiato della transazione e non avendo ricevuto alcun ristoro economico, si siano costituiti parte civile nei confronti di MPS non smentisce affatto quel che è stato scritto, ma introduce un tema interessante, visto che tutti e 600 sono assistiti dallo stesso avvocato che è anche vicepresidente del Codacons. Sarebbe utile sapere se questa scelta dipenda, al di là della bravura del legale che non è in discussione, anche dal fatto che non si fa pagare, essendo del Codacons, scelta encomiabile, anche se, al riconoscimento di danni, farebbe seguito anche il pagamento delle spese da parte degli imputati, come il Codacons sa bene. Se così non fosse, si porrebbero quesiti cui sarebbe utile dare una risposta.

Leggi anche: Come il Codacons ha perso una causa con il Fatto