Economia

L'ispettore Giavazzi ha scovato i nemici dell'euro

Francesco Giavazzi dalle prime pagine del Corriere della Sera difende la scelta della BCE di stringere il cappio al collo della Grecia alla vigilia dell’incontro tra Atene e Berlino:

La Banca centrale europea con la mossa di ieri sera,e cioè con la sospensione del finanziamento diretto delle banche greche, ha mostrato di essere ben conscia dei rischi che si stanno correndo. La vittoria elettorale di Alexis Tsipras e il suo annuncio che non intende rispettare gli impegni assunti dal precedente governo erano stati accolti in modo diverso in Germania. Da Angela Merkel e dal suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, con grande preoccupazione. Dagli oppositori dell’euro con comprensione. Costoro vedono nel risultato delle elezioni greche un’occasione per criticare il modo in cui la Merkel ha finora gestito la crisi di Atene. Auspicano una revisione del programma di salvataggio concordato con la troika (Fondo monetario internazionale, Ue e Banca centrale europea) e ascoltano con attenzione le nuove proposte della Grecia per una ristrutturazione dei suoi debiti.

Ora, il discorso di Giavazzi appare un po’ stralunato. L’opposizione all’austerità imposta dalla Merkel all’intero continente non vede certo schierati (solo) i cosiddetti nemici dell’euro. A ben guardare, tra gli oppositori, ad esempio, c’è proprio lo stesso Giavazzi, tanto per dirne uno. E il motivo non è greco, quanto europeo: l’austerità ha svolto il ruolo di aggravante della crisi economica nei confronti delle economie del Vecchio Continente. Logico che tifare per Atene non significa iscriversi ai terroristi ma, come hanno spiegato nelle settimane scorse l’Economist e il Financial Times, è seguire i consigli di tanti economisti, al di qua e al di là dell’oceano, e quello che hanno ripetuto da cinque anni (o, come nel caso di Giavazzi, negli ultimi mesi). Proprio per garantire la sostenibilità della moneta unica.

La vignetta di Kathimerini
La vignetta di Kathimerini

Come tutto ciò possa diventare un aiuto ai nemici dell’euro è un mistero che Giavazzi non spiega. Però in compenso continua:

La sospensione del finanziamento delle banche è un primo passo nella direzione che potrebbe portare alla uscita della Grecia dall’Unione monetaria. L’obiettivo strategico di chi oggi è così accondiscendente verso Tsipras era dare scacco matto alla Bce, costringendola a violare apertamente i trattati. Indirettamente, bloccare il cosiddetto Quantitative easing, il programma di acquisto di titoli pubblici che la Bce ha annunciato il 22 gennaio. Eliminare quindi il paracadute per l’euro e mettere a rischio l’intera architettura dell’Unione monetaria. Ma da ieri i nemici dell’euro devono sapere che Francoforte rimane il presidio della moneta unica.

E qui non si capisce chi siano i nemici dell’euro che vogliono condiscendenza nei confronti della Grecia. Per dire: come la pensa uno dei più grandi (elettoralmente) nemici dell’euro, ovvero il Front National di Marine Le Pen, riguardo la Grecia? Non ci crederete: esattamente come la Merkel. E allora?