La macchina del funky

L'indagine sui giornalisti RAI per le note spese gonfiate

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Fulvio Bianchi su Repubblica oggi racconta che la polizia di Parigi indaga su una serie di ricevute di pranzi in un ristorante italiano rilasciate da un ristoratore perché presentano alcune anomalie: tra tutte, quella di essere tutte dello stesso ammontare (70 euro); queste ricevute sono state poi fornite come giustificativi di spesa durante gli Europei dell’anno scorso da 18 dipendenti di Raisport. Per questo sta indagando anche la RAI:

Martedì scorso la direzione risorse umane di Viale Mazzini, dopo aver riscontrato alcune anomalie su quelle trasferte, ha deciso autonomamente dall’inchiesta francese, di mandare una lettera di contestazione e richiesta di chiarimenti ai 18 dipendenti Rai coinvolti (fra loro 7 giornalisti di Rai Sport). Adesso hanno tempo cinque giorni, quindi sino a domenica prossima, per presentare le loro controdeduzioni. Al termine, la Rai deciderà se archiviare. O se prendere provvedimenti disciplinari e, nel caso, quali provvedimenti. La Rai, come noto, è un ente pubblico, che beneficia del canone, ed è soggetta quindi ad alcune regole. L’inchiesta è solo agli inizi, e non dovrebbe essere breve.

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xxx ahead of the UEFA Euro 2016 at xxxx on June 9, 2016 in Paris, France. The opening match of the tournament is on June 10.

L’indagine è appena agli inizi ma i giornalisti rischiano la sospensione dal servizio come minimo; il sindacato difende i giornalisti:

C’è da stabilire appunto se le fatture erano davvero false (o gonfiate), e quante erano: le responsabilità, ovviamente, sono individuali. Il rischio per qualcuno potrebbe essere la sospensione dal servizio per un certo periodo, se non peggio. Un caso che scuote la “nuova” Rai in tempi di spending review e massima trasparenza. In un comunicato sindacale, l’Usigrai e il cdr di Raisport confermano che «sono in corso verifiche» e pretendono «chiarezza». Sostenendo che «ancora una volta qualcuno ha messo il fango davanti al ventilatore per sporcare la Rai. Sono in corso verifiche. Ricordiamo ai garantisti a giorni alterni che le verifiche si fanno per accertare i fatti e non sono un preannuncio di condanna. Se qualcuno ha sbagliato, deve pagare».