Opinioni

L’ex ministra Giulia Grillo scopre improvvisamente che nel M5S comanda Di Maio

“Politicamente non mi sono sentita veramente appoggiata dal mio capo politico, mentre quello che diciamo e’ il mio capo spirituale Beppe Grillo mi e’ sempre stato vicino”. A Start, su Sky TG24, Giulia Grillo sintetizza così “questo anno al Governo” nel corso del quale “ho visto tutta una serie di cose che non andavano e che ho fatto presente a chi di dovere”. A chi? Mistero. Che si infittisce con la frase successiva: “Purtroppo la cosa che più mi ha dato fastidio è che non sono stata totalmente ascoltata da chi pensavo dovesse raccogliere le osservazioni di chi è da dieci anni nel Movimento, di chi è stato capogruppo e capolista, non ero certamente l’ultima arrivata. Per me è stato un anno molto difficile”, dice ancora l’ex ministro della Salute e il riferimento a Di Maio appare un’altra volta palese. Così come è palese che nel M5S uno vale uno ma a comandare è da sempre qualcuno, che prima veniva scelto da Grillo e Casaleggio e adesso – dicono – su Rousseau. Perché se n’è accorta solo dopo che non è stata confermata al ministero della Salute?

barbara lezzi giulia grillo

“Sulla collettività delle decisioni nel Movimento 5 stelle sicuramente c’è un dato importante: in un anno abbiamo perso molti voti, questo è innegabile ed è inutile nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Abbiamo perso alcune elezioni regionali che ci hanno visto impegnati tantissimo, a partire dall’Abruzzo”, annota la parlamentare M5S che in effetti il giorno dopo le elezioni europee non aveva invece detto nulla. “Una serie di passaggi delicati sono andati piuttosto male e con una gestione – attacca – abbastanza verticistica, se non totalmente”. “Adesso è importante dire quale sarà il futuro del Movimento. Ritengo che questo sia il momento storico in cui il Movimento deve capire cosa deve fare da grande con una fase di maturazione importante. Tutti noi riteniamo fondamentale ristabilire un maggior principio di trasversalità, che nel tempo è diventato – osserva ancora – sempre più verticistico partendo da un Movimento che era totalmente diverso”. In realtà anche questo non è vero: il M5S è sempre stato libero nella misura in cui gli concedevano libertà i proprietari del simbolo e la corda del guinzaglio veniva allungata o accorciata all’occorrenza. Nella sua Sicilia c’è stata una serie di espulsioni di attivisti che in più occasioni si sono trovati fuori per dissenso. Dov’era Giulio Grillo mentre accadeva?

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Mario Neri

Mario Neri è uno pseudonimo. La foto di Cattivik che usa come immagine del profilo lo rappresenta pienamente