La macchina del funky

La lettera a Grasso sui soldi da dare al PD

matteo renzi pietro grasso

Il tesoriere del Partito Democratico Francesco Bonifazi torna a scrivere a Pietro Grasso sulla vicenda degli 83mila euro che il presidente del Senato dovrebbe al partito, frutto della somma di 1500 euro che ogni onorevole e ogni senatore deve versare ogni mese al partito come da regolamento interno. Silvio Buzzanca su Repubblica anticipa i contenuti della mail:

Compito ingrato quello del tesoriere Bonifazi che non vuole apparire «un insopportabile esattore», ma invia una mail, in possesso di Repubblica, a Grasso. Dove si legge: «È cosa spiacevole dovere insistere», ma «sono tante le ragioni che dovrebbero spingerti a onorare questo impegno: non esiste nessun motivo giuridico, politico o di opportunità per non pagare».
Ancora Bonifazi: «Scriverti mi resta davvero difficile, ma la questione non posso né eluderla ne rinviarla ulteriormente». E il tesoriere entra nel merito: «Mi riferisco alla quota da te dovuta al partito in ragione della tua elezione al Senato tra le file del Pd. Capisco che trattasi di somma ingente, poco più di ottantamila euro, ma non così esosa da non poter essere onorata».

pietro grasso
Dopo avergli ricordato che è stato eletto con il PD, Bonifazi scaglia al leader di Liberi e Uguali una seconda frecciata:

«Peraltro – scrive – ho letto proprio in questi giorni che non hai neanche il problema del tetto dei 240 mila euro». Il riferimento è alle recenti polemiche relative al fatto che il presidente del Senato non avrebbe applicato a sé stesso la soglia dei 240 mila euro annui imposta ai dipendenti di Camera e Senato. Soglia comunque destinata a scomparire il primo gennaio.

I soldi servono a costituire il fondo per i 180 dipendenti del Pd in cassa integrazione: «Mi sembra giusto che tu dia il buon esempio per i lavoratori in difficoltà», scrive Bonifazi. In totale i fuoriusciti di MDP devono ancora al PD circa 400mila euro.

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