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La rivoluzione di Letta del Pd parte dalle donne: “I vertici tutti uomini, irricevibile”

“Un partito come il nostro, organizzato con vertici tutti uomini, semplicemente in Europa non ha cittadinanza. Un uomo segretario, due capogruppo maschi, 3 ministri maschi nel governo, 5 presidenti di regione maschi: questa è la nostra prima fila. È irricevibile”.

entico letta

Da quando è arrivato al Nazareno, Enrico Letta sta cercando di far ordine nel Partito democratico. Che, lo hanno detto in molti e non lo ha smentito nessuno, abbondava (si usa l’imperfetto per fiducia nei suoi confronti) di correnti interne: quelli più vicini a Renzi, gli amici di Bonaccini, tutta l’ala zingarettiana, e così via. Ora: Letta è stato nominato successore del governatore del Lazio quasi all’unanimità. Fattore che ha fatto ben sperare: creare un fronte unico, libero da “unanimità”, ma – come ha detto oggi l’ex presidente del Consiglio – forte “dell’unità”.

E però: già su alcuni versanti le cose si fanno complicate, primo fra tutti il testa a testa Letta-Marcucci. Andrea Marcucci è il capogruppo del Pd al Senato a cui proprio il nuovo segretario ha chiesto di fare un passo indietro, come lo ha chiesto al capogruppo della Camera Graziano Delrio. Che l’ha fatto, dicendo: “La sfida di Enrico Letta e del Partito Democratico per la parità di genere è la mia sfida. Per questo mi faccio da parte per una soluzione che porti una donna alla guida dei Deputati PD. Decideremo insieme per il bene di una grande comunità politica”. E lo ha detto dopo che questa mattina all’Assemblea dei deputati del Pd a Montecitorio il numero 1 del Nazareno aveva fatto notare una cosa non da poco, su cui già qualcuna e qualcuno aveva espresso il proprio disappunto. E ovvero: la parità di genere nel partito. Ha detto Enrico Letta:

Un partito come il nostro, organizzato con vertici tutti uomini, semplicemente in Europa non ha cittadinanza. Un uomo segretario, due capogruppo maschi, 3 ministri maschi nel governo, 5 presidenti di regione maschi: questa è la nostra prima fila. È irricevibile.

Enrico Letta e la rifondazione del Pd per arginare le destre

Graziano Delrio il passo indietro lo ha fatto, Marcucci no: “La tua popola sui capigruppo è troppo generica”, gli ha detto con un messaggio. Eppure Letta lo aveva chiesto per favore: “Vi chiedo di aiutarmi. So che chiedo un sacrificio gravoso a Marcucci e Delrio. Chiedo ad Andrea generosità, anche nel gestire con voi questo passaggio”. A niente è servito anche l’appello a fidarsi di lui, che aveva detto: “Fidatevi di me. Se sono tornato è per scrivere insieme a voi un pezzo di storia del nostro paese”.

Mi sono messo in testa di fermare la crisi del Pd: una crisi sulle politiche e una nei rapporti umani deteriorati. Da 10 giorni abbiamo dato un segnale forte alla nostra gente, al governo, agli altri partiti, al Paese. Evitiamo di stare settimane sui giornali su questi temi interni. Io guardo solo alla mia coscienza e responsabilita. Sento un dovere storico. Non è immaginabile -ha sottolineato il segretario del Pd- che dopo la pandemia, che ha portato in primo piano i valori di fraternità e lotta alle disuguaglianze, il paese ne esca a destra, per nostre mancanze.