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L’ennesima aggressione omofoba: a Palermo una coppia gay è stata colpita da una baby gang

Erano in pieno centro: sono stati accerchiati, insultati e aggrediti. Uno dei due è finito in ospedale. Ma per qualcuno il ddl Zan non sarebbe una priorità

Camminavano mano nella mano per le vie di Palermo. Erano alla ricerca di un hotel dove pernottare. Loro: due ragazzi che si amano, torinesi, che ieri sera erano in via dell’Università. E passeggiavano. Quando però a un certo punto sono stati letteralmente accerchiati, insultati, e aggrediti da una baby gang. Un gruppo di ragazzi molto giovani (probabilmente minorenni, ci sarebbero anche due ragazze tra loro) e molto omofobi, tanto che in pieno centro li hanno colpiti, ferendoli. E poi – quasi scontato dirlo – son fuggiti. Ora la polizia ha raccolto i filmati di videosorveglianza delle telecamere della zona e ora sta lavorando per capire chi siano questi ragazzi, dandogli un volto e un nome, per denunciarli. Anche perché uno dei due aggrediti è stato portato al pronto soccorso, dove è stato curato per aver riportato una ferita. “L’aggressione ad una coppia gay in via Maqueda rappresenta un atto vile che nulla ha a che vedere con il cambiamento culturale di una città che promuove, giorno dopo giorno, i diritti della persona – ha detto il sindaco della città Leluca Orlando – Questo episodio criminale ribadisce inoltre l’importanza e l’urgenza dell’approvazione del ddl Zan. La politica non può più perdere tempo”.

L’ennesima aggressione omofoba. Ecco a cosa serve il ddl Zan

Si tratta solo dell’ennesima aggressione nei confronti di una coppia omosessuale. Ricordate quella a Christopher Jeanne Pierre Moreno, che a Roma (stazione ferroviaria Valle Aurelia), è stato pestato insieme al compagno, perché colpevoli di baciarsi pubblicamente? E quella poi alla coppia di Torino, era il 9 maggio: Silvia, ragazza transgender era con il suo compagno. Anche loro passeggiavano mano nella mano, anzi a braccetto. Quando a un certo punto un uomo si è avvicinato e gli ha urlato: “fr*ci di merda! Io vi ammazzo!”. E ancora: “Non mi devi neanche guardare perché ti ammazzo! Devi stare muto…” Parlandomi al maschile, nonostante io fossi truccata, vestita al femminile e con il reggiseno”. E potremmo continuare così, con molti altri esempi (purtroppo). Ecco quindi le risposte a chi dice che il ddl Zan non serva e che in questo momento ci siano altre priorità. Basta leggere le storie di queste ragazze e ragazzi. Insultati, aggrediti, colpiti. Perché passeggiano mano nella mano. A chi può dar fastidio che una coppia passeggi mano nella mano o si baci all’aria aperta?