Politica

La Lega romperà con il M5S sull’economia

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Francesco Grignetti sulla Stampa racconta oggi in un retroscena che

Giancarlo Giorgetti lo ha detto in maniera chiara. Lo ripete a tutti gli interlocutori con i quali ha avuto modo di parlare di recente: «Se avessimo rotto sulla Tav, avrebbe avuto un senso, la Lega avrebbe preso il 40 per cento. Il problema non è Siri. Ma al prossimo giro Salvini rompe davvero su un terreno che gli conviene. Ha imparato la lezione della Tav». Bisogna tenere i nervi saldi, non reagire in maniera scomposta alle provocazioni.

Anche perché dopo le dimissioni di Siri ci potrebbero essere altri casi in cui i 5 Stelle alzeranno la «bandiera giacobina» del giustizialismo. Alla fine del mese arriverà la sentenza per il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi e se sarà di condannato già c’è chi, come il ministro del Sud Barbara Lezzi, annuncia che verranno chieste le sue dimissioni.

In questo caso però al Mit non rimarrebbe nessuno della Lega, aprendo un problema molto pesante perché da quel ministero guidato da Danilo Toninelli passa tutto ciò che dovrà sbloccare i cantieri e dare impulso ai lavori pubblici.

Saranno le questioni economiche lo spartiacque che metterà la parola fine al governo Conte. Salvini non ha fiducia nel premier, non lo considera più super partes. È stufo degli insulti che arrivano dagli alleati.

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