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Le prove di dialogo tra CONI e M5S per le Olimpiadi a Roma

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Il Corriere della Sera in un articolo a firma di Marco Galluzzo racconta le prove di dialogo tra CONI e MoVimento 5 Stelle per le Olimpiadi di Roma 2024:

Nei giorni scorsi sono già filtrate indiscrezioni su una sorta di dialogo a distanza, anche sulla composizione del Comitato promotore, fra Coni e Comune. Ieri invece è stato il Fatto Quotidiano a dare conto di una sorta di vera e propria trattativa, ovviamente riservata, fra la giunta di Virginia Raggi e lo staff di Giovanni Malagò, il capo del Coni, per far sì che una convergenza di interessi si produca a partire da un progetto diverso da quello finora presentato, con un ridimensionamento dell’area di Tor Vergata, un investimento maggiore negli impianti sportivi esistenti, in fin dai conti un profilo diverso di una candidatura che in primo luogo dovrebbe servire a risolvere tanti problemi della città, a partire dagli investimenti nello sport. Insomma esiste indubbiamente un pressing del governo, attraverso il Coni, sulla giunta Raggi. Anche se al momento il nuovo sindaco ha ben altri problemi, a cominciare dalla crisi nella raccolta e nello smistamento dell’immondizia, i tempi sono indubbiamente stretti.

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Il dossier viene gestito e seguito in prima persona anche da Luca Lotti, braccio destro di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, e al termine della pausa estiva, dunque a fine mese, dovrebbe comunque sbloccarsi, in un modo o in un altro. Difficile che alla fine la Raggi dica di no al progetto, visto che il ritorno delle Olimpiadi a Roma sembra avere fascino e basi sufficienti per primeggiare sulle altre candidature. Facile che voglia imporre alcune condizioni, a cominciare da un investimento finanziario del Coni negli impianti già esistenti, soprattutto in periferia, per la città ed eventualmente anche per le Olimpiadi.
Di sicuro Renzi si è speso in prima persona, andando a Rio, incontrando i vertici del Cio, dimostrando anche un notevole ottimismo, insieme alla soddisfazione di aver ricevuto tantissimi complimenti per la candidatura. Come minimo sono previsti cinque miliardi di euro di investimenti in caso di vittoria di Roma. Serve anche un progetto che convinca la Raggi.