Politica

Le forbici di cartapesta con cui Di Maio mostra il taglio dei parlamentari

forbici di maio

Si poteva usare il lanciafiamme, oppure la motosega o ancora una mitraglietta da Rambo 2 – La Vendetta. Il MoVimento 5 Stelle invece è stato inaspettatamente sobrio e Luigi Di Maio si è accontentato di un paio di forbici di carta per annunciare e festeggiare il taglio dei parlamentari votato ieri alla Camera che riduce di un terzo la presenza di onorevoli e senatori in Parlamento per un pauroso risparmio dello 0,07 della spesa pubblica italiana secondo i conti di Carlo Cottarelli. La descrizione dell’evento la lasciamo a Mario Ajello del Messaggero:

Arrivano i ministri Di Maio,Fraccaro e D’Incà con passo da Lenin, Zinoviev e Kamenev, e il capogrillino accarezza le forbici e poi con le mani platealmente strappa lo striscione. «Son finite le poltrone!», inneggiano i suoi. E dalla finestra del palazzo di Montecitorio, un gruppetto di dem – che hanno appena votato il taglio e se ne vergognano: «Per me è stato bere un calice amaro», «Per me è stato bere l’olio di ricino»: ma in nome della realpolitik e della subalternità al populismo non hanno avuto il coraggio di dire uno di quei no che aiutano a crescere-osserva la scena evorrebbe chiudere gli occhi. Anche davanti alla propria vergogna.

In questo malinconico corto circuito trapassato e presente (il futuro sarà la democrazia elettronica diretta o eterodiretta?) c’è finita perfino Nilde Iotti. Scorre sui telefonini pentastellati l’intervista che diede a Raffaella Carrà, in cui diceva nel 1984 da presidente della Camera: «Nel ‘48, quando è entrata in vigore la Costituzione, uscivamo dal Ventennio e c’era la necessità di ristabilire un rapporto del tutto democratico con la società. Ma adesso, siamo di fronte a una società e a una democrazia più articolate. Allora io ritengo che il numero dei parlamentari sia davvero molto alto». Ma mai nessuno ha messo in relazione la riforma del Parlamento con la propaganda del risparmio. Ecco invece che cosa spunta da dietro allo striscione con le poltrone disegnate, che Di Maio ha appena strappato. C’è un lungo lenzuolo plastificato con su scritto: «Meno 345 parlamentari, 1 miliardo per i cittadini».

Stando ai calcoli dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani, diretto da Carlo Cottarelli, secondo i quali il risparmio sarà di 57 milioni annui, ossia lo 0,07 della spesa pubblica.

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