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Laura Castelli e la tipografia dei segreti

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Ma è vero che Luigi Di Maio ha dato ordine di stampare cinque o sei milioni di tessere per il reddito di cittadinanza? A prima vista quella del vicepresidente del Consiglio di Hogwarts sembrava la solita sboronata, ma durante la sua partecipazione a Otto e 1/2 la viceministra senza deleghe all’Economia Laura Castelli ha aggiunto ulteriori dettagli sulla tipografia dei segreti che in silenzio sta magicamente stampando tessere in osservanza a una legge che deve essere ancora presentata in una camera sotterranea costruita da Salazar Serpeverde nel medioevo che fu la casa del suo Basilisco.

Nell’intervento in perfetto serpentese di ieri la Castelli ha infatti spiegato: “Sono dettagli che vi renderemo noti tutti insieme ma è vero che si stanno stampando tessere per la platea. Quando pubblicheremo il progetto completo si vedrà chi e tutti i dettagli”. Ma sta stampandole il poligrafico dello Stato? “Forse. Ve lo diremo presto quando vi racconteremo nel dettaglio come si realizza”. Ma lei lo sa chi le sta stampando? “Sì, io e Luigi Di Maio abbiamo lavorato insieme a come si costruisce il reddito di cittadinanza”. Il tutto, a differenza di ciò che pensano molte malelingue, assomiglia soltanto lontanamente all’arrampicata sugli specchi di chi ha detto una fregnaccia e ora non sa come uscirne: in realtà Di Maio è riuscito a sconfiggere il basilisco grazie all’aiuto della fenice di Castelli (che ha accecato il serpente, rendendo così innocuo il suo sguardo) e ricorrendo alla spada fornitagli dal Cappello parlante. Nel suo ufficio Castelli ha poi spiegato a Di Maio che, pur avendo delle somiglianze con Sallusti (l’essere in grado, ad esempio, di parlare con i serpenti, cosa che il mago oscuro involontariamente gli aveva trasmesso quando gli aveva procurato la cicatrice) e delle caratteristiche tipiche dei Serpeverde (cosa che aveva fatto esitare il Cappello parlante durante lo smistamento), lui appartiene ai Grifondoro: solo un vero membro di tale casa avrebbe potuto brandire la spada con inciso sopra il nome del suo fondatore, Gianroberto Grifondoro. Tutto chiaro, no?

(sinossi presa da qui)

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