Opinioni

Laura Baldassarre vorrebbe un migrante a casa a Roma

“Se mi prenderò un migrante a casa? Io sono molto favorevole a questo tipo di accoglienza. Se rientrerò – perché bisogna fare la selezione e l’abbinamento giusto – volentieri. Quanti soldi metteremo? Noi intendiamo farlo con i fondi del ministero dell’interno non del Comune”. Così l’assessora al Sociale di Roma Laura Baldassarre a Radio 1 parlando del sistema di accoglienza migranti presso le famiglie romane che si vuole sperimentare in città. Dopo l’intervista al Messaggero in cui annunciava l’accoglienza diffusa, l’assessora con bella coerenza risponde alla provocazione nel modo più giusto.

“Su Roma stiamo ripensando tutto il sistema di accoglienza dei migranti che arrivano, in particolare aderiamo al sistema nazionale di protezione per i richiedenti asilo e dei rifugiati, allo Sprar, finanziato dal ministero dell’Interno. Stiamo cercando di garantire un assistenza diffusa e di qualità. Per dare un segnale di forte discontinuità e innovazione – altri comuni italiani più piccoli e città europee lo stanno facendo – abbiamo chiesto al dipartimento di sperimentare l’accoglienza presso famiglie”, ha poi spiegato la Baldassarre. “Il modello è avere numeri quanto più piccoli possibile. Abbiamo dato indicazione di rispettare i 60 posti. Non dobbiamo pensare solo al tetto e al cibo ma anche all’inclusione sociale. Abbiamo previsto anche la possibilità per i richiedenti asilo di svolgere attività di volontariato sul territorio. In aprile abbiamo siglato un protocollo con la Prefettura e la scorsa settimana è stato siglato il protocollo operativo: i primi 60 richiedenti asilo potranno cominciare questa attività per il verde con la Croce Rossa e il dipartimento. Abbiamo fatto una mappa delle competenze dei migranti sul nostro territorio, ci sono grandi novità”, ha aggiunto l’assessore.