Politica

L'accordo UE-Turchia sui migranti

L’accordo sui migranti tra Unione Europea e Turchia è stato firmato il 18 marzo: prevede che si rimandi indietro chi, da quella data, entra illegalmente in Europa. La UE si è impegnata a versare tre miliardi in due anni e finora ne ha versati 2,1 per progetti di assistenza ai profughi in Turchia. Ma finora sono solo 468 i rispediti in Turchia dalle navi affittate dall’agenzia europea Frontex. Spiega oggi Paolo G. Brera su Repubblica:

L’ultima tranche dell’accordo valeva 1.415 milioni di euro: l’Europa li ha stanziati il 28 luglio, e rappresentano il secondo assegno del “pagherò” da tre miliardi in due anni promessi al governo turco per risolverci un enigma: come convincere i tre milioni di profughi scappati in Turchia a non cercare rifugio entrando in Europa? In totale, la Ue ha pagato 2.155 milioni per progetti di assistenza in Turchia, senza contare le promesse politiche sull’ingresso nella Ue e amministrative sull’eliminazione dei visti. Tale e tanta fu la preoccupazione — di fronte a quelle famiglie arrivate in qualche modo nelle isole greche sperando da lì di riuscire a raggiungere Berlino, Parigi o Londra — che persino il Papa prese l’aereo e atterrò a Lesbo, davanti alle coste turche, dove l’Europa aveva dato il via ai respingimenti in massa: tutti coloro che sono entrati illegalmente dopo il 20 marzo, quando è entrato in vigore l’accordo, devono essere identificati e rispediti nel loro paese d’origine o — se in quel paese sono in pericolo — in Turchia, considerato un “paese sicuro”. Ha diritto a restare solo chi vive situazioni particolari: per esempio, chi non può tornare a casa ma rischierebbe di essere perseguitato anche in Turchia, magari perché curdo. Le navi affittate da Frontex, quelle che avrebbero dovuto riportare in Turchia migliaia di migranti entrati illegalmente, restano all’ancora: su 12.233 richieste di asilo presentate in Grecia nel 2016, la macchina amministrativa ne ha valutate 588, respingendone 410. Ma chi si trova bocciato in prima istanza ha diritto di fare ricorso alla magistratura, che «molto spesso lo accoglie ordinando alla Grecia di ospitare i profughi senza rimandarli in Turchia», spiegano fonti dell’Easo, l’Agenzia europea che fornisce supporto agli stati membri per lavorare le domande di asilo.

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L’accordo tra UE e Turchia sui migranti (La Repubblica, 5 agosto 2016)