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La storia di Renzi che butta giù il governo Conte nel 2020

matteo renzi matteo salvini

«Fino al 2020 Matteo non romperà»: la volontà attribuita a Renzi è di uno che lo conosce bene, il capogruppo del Partito Democratico in Senato Andrea Marcucci e non può che preoccupare, visto che in pubblico il senatore di Scandicci invece dice che il Conte Bis per lui è un governo di legislatura che dovrebbe durare fino alla scadenza naturale delle camere nel 2023. Anche perché, racconta oggi Monica Guerzoni sul Corriere della Sera, i renziani si aspettano un escalation di arrivi in Italia Viva da qui a Natale:

L’ultima senatrice ad aver detto bye bye era una zingarettiana di ferro, Anna Maria Parente. E non è finita, perché se i renziani negano che Renata Polverini si sia autosospesa dal gruppo di Forza Italia per traslocare in Italia viva, le stesse autorevoli fonti parlano di «altri dieci deputati e senatori in arrivo, da qui a Natale».

correnti partito democratico

Se un contatto diretto tra il premier e Renzi nelle ultime ore non c’è stato, a placare le acque ha contribuito la tessitura dietro le quinte del ministro Dario Franceschini, che anche ieri ha sentito Maria Elena Boschi in qualità di capogruppo di Iv. Ma dietro i segnali di fumo la maggioranza resta fragilissima, scossa dai venti del Russiagate, dai soldi per la manovra che scarseggiano, dalla bufera sugli F-35 e dal centrodestra che si ricompatta.

È vero che Renzi «per quieto vivere» ha dato il via libera al taglio del cuneo per 2,7 miliardi, ma è vero anche che ha suggerito a Conte di cedere «a un professionista» la delega sui servizi segreti, altro terreno minato su cui il premier metaforicamente cammina. L’altro fattore di instabilità è l’intesa tra Renzi e Luigi Di Maio, che ha preso a confrontarsi al telefono con l’ex premier.

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