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La storia del reddito di cittadinanza bocciato dal M5S alla Camera

maria elena boschi

Una piccola trappola parlamentare in cui è caduto ieri il MoVimento 5 Stelle è andata in scena ieri alla Camera, quando il deputato di Fi Antonino Germanà ha presentato un emendamento al Decreto Dignità in cui si riprendeva la legge sul reddito di cittadinanza proposta nella scorsa legislatura proprio dai grillini. L’emendamento è stato bocciato per mancanza di coperture e questo ha ovviamente scatenato la polemica politica.

La storia del reddito di cittadinanza bocciato dal M5S

Perché il M5S ha sempre sostenuto che le coperture della proposta di legge individuate dai grillini nella scorsa legislatura fossero valide, tanto che la proposta aveva ricevuto anche l’ok dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio. “Sono cinque anni – ha dichiarato Germanà in aula a Montecitorio durante la discussione del dl Dignità – che descrivete le virtù miracolose del reddito di cittadinanza e ora che avete l’occasione di approvarlo, grazie al mio emendamento, la presidenza lo dichiara inammissibile a causa dell’estraneità della materia, rispetto al contenuto del dl dignità”. “Capiamo l’imbarazzo del governo davanti a questo emendamento – ha rincarato Stefania Prestigiacomo – che Fi ha presentato evidentemente a scopo provocatorio, ma è inconcepibile che il ministro Di Maio disconosca un provvedimento che ha sbandierato per 5 anni”. “L’emendamento – ha confermato il presidente Fico, motivando la sua decisione – è stato respinto perché estraneo alla materia del decreto in discussione e perché non è stato depositato nelle competenti commissioni in sede referente”.

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Poi si è presentata Maria Elena Boschi a rincarare la dose in serata su Facebook: «Il #Governo Lega/M5S ha confermato quello che diciamo da mesi: non hanno le risorse per il reddito di cittadinanza e non sono in grado di trovarle! Per anni hanno insistito sul reddito di cittadinanza, hanno illuso milioni di cittadini e finalmente, arrivati al dunque, hanno dovuto ammettere la verità: non sono in grado di fare il reddito di cittadinanza. Questo è il Governo delle chiacchiere, altro che cambiamento».

La risposta del M5S sul reddito di cittadinanza bocciato

In serata è arrivata la risposta del MoVimento 5 Stelle: “Stamane si è consumata l’ennesima farsa targata Forza Italia e rilanciata dal Pd. Il partito di Berlusconi presenta ‘provocatoriamente’ una nostra vecchia proposta sul reddito di cittadinanza, continuando inopinatamente a schernire la vita di 9 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà a causa delle politiche scellerate dei precedenti Governi. Dalla stessa parte di Fi, come sempre, Maria Elena Boschi che rilancia la puerile provocazione avanzando ipotesi stralunate sulla mancanza di coperture. La Boschi continua a diffondere ‘fake news’: le coperture della proposta del 2017 riguardano la legislazione passata e sono ormai superate. Per noi il reddito di cittadinanza continua ad essere una priorità e ce ne occuperemo con un provvedimento ad hoc per ridare speranza a milioni di cittadini vessati e abbandonati da chi era al Governo fino a pochi mesi fa”.

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“Di fatto – spiegano i parlamentari pentastellati – strumentalizzano una nostra battaglia presentando una proposta senza coperture e senza relazione, ma a Forza Italia e alla Boschi vogliamo dare una notizia: faremo il reddito di cittadinanza molto presto”. “Siamo felici – aggiungono – che abbiate cambiato idea sull’importanza e sulla necessità di questa riforma da sempre sostenuta dal Movimento Cinquestelle e che siate voi stessi a volerla introdurre. Ci aspettiamo che sarete d’accordo con noi e vi aspetteremo al varco: la sofferenza di milioni di italiani non può essere strumentalizzata per squallidi teatrini politici”.

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