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La “scomparsa” di Renzi e Gentiloni dal sito governo.it

Il sito della presidenza del Consiglio dei ministri (www.governo.it) perfettamente ripulito dal passato. Riunioni degli esecutivi precedenti, comunicati, provvedimenti di Renzi e Gentiloni e dei loro predecessori: tutto rimosso. Cosa è successo?

sito governo

A scriverlo per prima è stata Italia Oggi: il sito della presidenza del Consiglio dei ministri (www.governo.it) al 7 giugno sera era perfettamente ripulito dal passato. Riunioni degli esecutivi precedenti, comunicati, provvedimenti di Renzi e Gentiloni e dei loro predecessori: tutto rimosso.

La “scomparsa” di Renzi e Gentiloni dal sito governo.it

Secondo il quotidiano finanziario si tratta di una damnatio memoriae per i predecessori di Giuseppe Conte, anche se «prossimamente tutte le informazioni saranno inserite nella sezione archeologica del sito», è stato risposto a Gianni Macheda che chiedeva lumi sull’accaduto. Cosa è successo di preciso? È successo che nella homepage e nelle pagine dedicate del sito i contenuti presenti partono tutti dal primo giugno 2018, e fin qui è tutto facilmente spiegabile. Se si utilizza la barra di ricerca per cercare il nome di Renzi o quello di Gentiloni, però, il sito restituisce solo pochi risultati (quattro nel caso di Renzi, sei nel caso di Gentiloni ma tra questi c’è la cerimonia di passaggio di consegne a Conte; per lo stesso premier i risultati di ricerca sono 83).

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Il resto dei contenuti del sito non è messo a disposizione di chi usufruisce della risorsa. Anche la sezione video è stata “purificata” delle immagini di Gentiloni. A parte i nomi, le chiavi di ricerca come “consiglio dei ministri” riportano comunque risultati degli anni precedenti, a dimostrazione del fatto che l’esclusione è stata effettuata a parola e non con il metodo temporale. I contenuti prima pubblicati sono del tutto irraggiungibili? No. Se si cerca uno dei nomi con Google restringendo la ricerca soltanto al sito governo.it, ecco comparire altri risultati:

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I risultati sono perfettamente raggiungibili cliccando sul link messo a disposizione da Google, che restituisce più di dieci pagine di risultati (tra cui le slide della conferenza dei mille giorni o la dichiarazione dei redditi del 2013 di Renzi).  Quindi i contenuti di cui stiamo parlando non sono stati rimossi o cancellati dalla memoria del sito ma sono stati semplicemente resi irraggiungibili all’utente che visita il sito e non ha poteri o privilegi di amministrazione sullo stesso. Probabilmente, vista la risposta sulla “sezione archeologica” data a Italia Oggi, verranno successivamente ripubblicati in una sezione a sé che riporterà l’attività dei predecessori. Ma a debita distanza dal “governo del cambiamento”. Sennò che cambiamento è?

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