Rassegna Stampa

La risposta di Mattarella a Salvini che gli chiede “di fare in fretta”

“Ho appena parlato con il presidente Mattarella, gli ho chiesto non solo a nome del centrodestra, ma a nome di 60 milioni di italiani, di fare in fretta”. Forse la domanda era sbagliata perché…

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Ieri Matteo Salvini, lasciando la Camera aveva dichiarato: “Ho appena parlato con il presidente Mattarella, gli ho chiesto non solo a nome del centrodestra, ma a nome di 60 milioni di italiani, di fare in fretta, se c’è un governo vogliamo saperlo, o Conte va a dimettersi, o viene in Parlamento. Noi chiediamo che domani Conte venga in Parlamento a spiegare agli itlaliani e al Parlamento cosa succede, se non ha più i numeri si faccia da parte”. “Gli italiani – ha detto ancora Salvini riferendosi al colloquio con Mattarella – hanno il problema della salute, della scuola, milioni di studenti sono a casa e del lavoro, non è possibile perdere altro tempo”. “Non ci possiamo permettere – conclude – un governo fantasma che litiga e perde tempo”. Oggi Marzio Breda sul Corriere della Sera racconta quale sarebbe stata la risposta del presidente della Repubblica:

Inutile girarci intorno: un governo ferito quasi a morte come il suo non può traccheggiare restando in bilico sul nulla. Anche se qualche giustificazione per puntare a un ritardo potrebbe stavolta essere accampata, da Palazzo Chigi. Per esempio perché bisognerebbe approvare in corsa almeno lo scostamento di bilancio e il nuovo decreto per finanziare i ristori. Su questo fronte il governo si era messo nelle mani dei presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama, cui compete stilare il calendario dei lavori. Infatti non spetta certo all’inquilino del Quirinale, che ne attende «rispettosamente» gli esiti e che pertanto non accetta sollecitazioni in questo senso, avendo per di più lo stesso capo dello Stato sollecitato tutti a «porre fine alle incertezze». Mattarella è costretto a ricordarlo a Salvini, che gli telefona «a nome dell’intero centrodestra», chiedendogli di bruciare le tappe. La risposta al leader della Lega è quindi suonata più o meno così: quando, e se, sarà responsabilità mia, di certo non perderò tempo