Politica

La remuntada di Corbyn (è difficile, ma…)

Jeremy Corbin

I conservatori della premier britannica, Theresa May, e i laburisti di Jeremy Corbyn sono ormai testa a testa: almeno a sentire l’ultimo sondaggio divulgato oggi dall’emittente ITV, quando mancano appena due giorni alle elezioni parlamentari di giovedì. Il sondaggio sulle intenzioni di voto, realizzato dalla società Survation per l’emittente britannica, assegna ai Tory un appoggio del 41,5% e ai laburisti il 40,4. Più indietro i liberaldemocratici, al 6% e il partito euroscettico Ukip, fermo al 3%. Il sondaggio (1.103 persone, intervistate per telefono tra il 2 e il 3 giugno) conferma la clamorosa rimonta dei laburisti, che all’inizio di maggio, quando è cominciata la campagna elettorale per il voto voluto dalla premier Theresa May, erano indietro di 20 punti percentuali.

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La rimonta del Labour alle elezioni in UK (Corriere della Sera, 6 giugno 2017)

Insomma, i numeri sembrano dire che Theresa May potrebbe entrare nella storia insieme a David Cameron per aver fortemente voluto un ricorso alle urne che poi ha rovinosamente perso. In realtà è estremamente difficile che nel poco tempo a disposizione si realizzi un sorpasso che avrebbe qualcosa di epico. Oggi intanto continua la campagna elettorale, ma intanto, dopo gli attentati di sabato notte, non accenna a placarsi la polemica per le falle della sicurezza. Corbyn lunedì ha chiesto le dimissioni di May, ricordando che l’attuale premier, quando era ministro dell’Interno sotto il precedente governo conservatore di David Cameron, decise i tagli agli organici della polizia. Anche Roger Liddle, ex consigliere per l’Europa di Blair, in un’intervista al Corriere, non si dice in effetti convinto della bontà degli ultimi numeri: «Sinceramente questi ultimi sondaggi non mi convincono, spesso divergono fra loro. Credo invece che ci sarà uno spostamento dell’ultimo momento a favore dei conservatori a causa della questione sicurezza».
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I sondaggi in Gran Bretagna (Corriere della Sera, 30 maggio 2017)

In ogni caso per Corbyn superare il 30 percento vorrebbe dire tornare ai livelli di Blair e tante altre cose, ma soprattutto una: il Labour non deve avere più il complesso di essere forza di sinistra, socialdemocratica e statalista come nei gloriosi anni ’60. Con buona pace della stampa che, se ce l’ha mai avuta con qualcuno, questi non era certo Donald Trump ma Jeremy Corbyn. Il quale ha ancora una cosa in comune con Sanders: piace incredibilmente ai giovani. Quasi il 60 percento sono per lui. Magari questa volta non adranno a votare, ma la prossima si’. E le speranze laburiste aumantano. Del resto era Shaw che diceva: “L’uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Cosi’ il progresso dipende dagli uomini irragionevoli”. E di irragionevolezza e’ stato sempre tacciato Jeremy Corbyn.