Opinioni

La querela minacciata da Davide Serra a Luigi di Maio

“Non l’ho conosciuto e non l’ho mai incontrato so solo che ha letto un documento in cui mi accusava di un reato criminale in Parlamento, e da italiano mi son sentito ferito al cuore. Se fosse stato in Inghilterra dove i parlamentari non hanno  la protezione che beneficiano in Italia, sicuramente l’avrei citato per avermi accusato di un reato che non ho commesso“: lo ha detto Davide Serra, ceo del Fondo Algebris, ospite a “L’Intervista” di Maria Latella su Sky Tg24 HD, parlando del deputato del M5S, Luigi Di Maio. “Non penso che avere dei populisti a gestire un Paese sia negli interessi di tutti – ha proseguito – sicuramente è nell’interesse di chi non potendo prendere i voti per un programma economico, per un programma sociale, per un programma di crescita se la gioca sul populismo. Devo dire no, non mi piace”.
Di quale documento parla Davide Serra? Serra parla della mozione di sfiducia presentata dal MoVimento 5 Stelle nei confronti di Maria Elena Boschi lo scorso dicembre: era citato in due occasioni, la più cogente sembra essere questa:

il Ministro Boschi, durante il Consiglio di ministri che ha approvato il decreto legge n. 3 del 2015, non era presente, ma ciò non significa che possa essere completamente escluso il suo conflitto di interessi, come si dirà in seguito; centro delle operazioni di speculazione sembrerebbero poi essere avvenute a Londra, dove opera Davide Serra, con il suo fondo Algebris, il quale, come noto, è molto vicino al Presidente del Consiglio Matteo Renzi;

davide serra luigi di maio
C’è però un dettaglio: Davide Serra il 18 dicembre scorso aveva annunciato querela proprio per le affermazioni (della cui infondatezza abbiamo già parlato) contenute nella mozione:

“Davide Serra, fondatore e Ceo di Algebris investments, annuncia l’intenzione di procedere con una querela e relativa richiesta di danni contro il Movimento 5 stelle per le affermazioni e insinuazioni false a lui riferite, in particolare relativamente a Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, contenute nella mozione di sfiducia presentata da M5S e il cui esame è previsto questa mattina in Parlamento”. Lo rende noto la stessa Algebris. “Nelle opportuni sedi e a mezzo stampa, Davide Serra aveva già chiarito la propria estraneità, e quella di Algebris Investments, ai fatti riportati -prosegue la società- Già lo scorso 12 febbraio, infatti, Algebris Investments aveva dichiarato di non aver mai fatto nella sua storia alcun investimento in Banca popolare dell’ Etruria e del Lazio. Inoltre Algebris Investments aveva chiarito di non aver comprato alcun titolo di banche popolari italiane dal 1 al 19 gennaio 2015”.

Nel frattempo Serra deve averci quindi ripensato. Non contento, Serra ha elogiato Beppe Grillo per una sua presunta retromarcia nei confronti dell’euro e dell’Europa: “Mi ha colpito l’intelligenza di Beppe Grillo che ha sostenuto fino ad adesso l’ UKIP, che qui è il partito razzista e la cosa intelligente che ha fatto, quando ha capito la gravita’ della decisione presa dall’Inghilterra, e’ stata scrivere sul suo blog ‘va bene, volevo uscire dall’Euro, volevo uscire dall’Europa pero’ in realta’ no, dobbiamo rimanere nell’Euro e nell’Europa e dobbiamo trasformarla dall’interno’. Segno di intelligenza di Beppe Grillo” ha concluso. Ma in realtà, come sappiamo, quel post non è di Beppe Grillo né è pubblicato sul suo blog: si trova sul Blog delle Stelle ed è a firma di M5S Europa.