Opinioni

La protesta della Casa delle Donne contro il M5S in Campidoglio

Protesta delle attiviste della Casa Internazionale delle Donne in Aula Giulio Cesare. Mentre il consiglio comunale si apprestava a discutere la mozione contestata dalle manifestanti, le attiviste hanno inscenato un ‘assedio sonoro’ al grido “Vergogna”. Esposti due striscioni con su scritto “Giù le mani dalle donne”. Alcuni consiglieri del PD sono saliti sugli scranni della giunta come forma di protesta. La mozione, a prima firma di Gemma Guerrini (M5S), punta a “riallineare e promuovere il progetto alle mutate esigenze dell’amministrazione e della cittadinanza attraverso la creazione di un centro di coordinamento gestito da Roma Capitale, prevedendo con appositi bandi il coinvolgimento delle associazioni”. “Abbiamo un incontro con la giunta lunedì, siamo fiduciose che possa essere intenzionata a risolvere la questione. Perché questo strappo ora?“, ha spiegato la presidente della Casa Internazionale delle Donne. I lavori dell’Aula sono stati prima sospesi e poi sono ripresi, nonostante la protesta. È intervenuta quindi in Aula la stessa Guerrini ad illustrare la mozione. Il documento avrebbe creato dei ‘mal di pancia’ anche interni alla stessa maggioranza.

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“Avete paura di sentire la verità, non avete mai voluto ascoltare”, le parole di Guerrini, che hanno avuto come effetto l’intensificarsi della protesta. Un applauso fragoroso è arrivato per la consigliera del gruppo misto, ex M5s, Cristina Grancio che ha chiesto di far intervenire qualcuno della Casa delle donne e ha aggiunto “qui si tratta di essere forti con i deboli e deboli con i forti”. La mozione portata in Aula dal M5S prevede l’impegno per la sindaca Virginia Raggi e la Giunta a ‘riallineare e a promuovere il Progetto Casa internazionale della donna alle moderne esigenze dell’amministrazione e della cittadinanza, attraverso la creazione di un centro di coordinamento gestito da Roma Capitole e prevedendo con appositi bandi il coinvolgimento delle associazioni‘.

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L’associazione protesta contro la decisione dell’amministrazione “di liquidare il Progetto della Casa Internazionale delle Donne come fallito solo perché non riusciamo a pagare integralmente il canone onerosissimo di affitto – scrivono le Donne in un appello -. Abbiamo già risposto, contestando le affermazioni inesatte e pretestuose della relazione della stessa Guerrini alla Commissione delle Elette del 2 maggio e abbiamo più volte sollecitato la riapertura del Tavolo di trattativa con la Giunta che è stato inspiegabilmente sospeso da quattro mesi”. Nella scorsa seduta del 10 maggio una rappresentanza della Casa delle Donne ha portato in Campidoglio circa 45mila firme contro la chiusura e aveva chiesto di essere ricevuta dalla Giunta. “Vieni giù, vieni giù, sei una donna pure tu”, hanno cantato le attiviste chiedendo di incontrare la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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