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La ministra Giulia Grillo rischia il posto

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Federico Capurso sulla Stampa oggi fa sapere che la ministra della Salute Giulia Grillo vede il suo posto sempre più traballante. Secondo il quotidiano sarebbe addirittura in arrivo il primo rimpasto:

La delusione è forte. Grillo, nella strategia maturata da Di Maio dopo le elezioni, sarebbe dovuta essere uno dei cardini del «Movimento di governo». Oggi, invece, è lo stesso leader M5S a manifestare tutta la sua insofferenza: «Così non va. Troppi errori, troppa confusione», si sarebbe sfogato con i suoi fedelissimi.

Malumori scivolati lentamente tra i banchi parlamentari e che hanno dato vita a un tambureggiamento silenzioso ma dal ritmo crescente, avvertito distintamente fin dentro le stanze del Quirinale. L’ultimo scricchiolio riguarda la nomina del nuovo direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, Luca Li Bassi, avvenuta il 5 settembre. Da allora, la firma del nuovo dg non è mai arrivata. Ci sarebbe in corso una trattativa serrata e, come la stessa Grillo ha confermato, gli uffici del ministero stanno ancora «lavorando al contratto di lavoro». Proprio dai corridoi ministeriali, però, arrivano voci insistenti di un possibile ripensamento da parte di Li Bassi. Al di là delle questioni salariali, ci sarebbero soprattutto forti dubbi sulle prospettive di lavoro.

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Nell’articolo poi si fa sapere che uno degli argomenti a favore della sostituzione della Grillo è l’imminente maternità:

Nessuno, poi, ai piani alti di Palazzo Chigi, vuole far pesare sul futuro di Grillo la sua imminente maternità. Ma «neanche possiamo nasconderci quanto la sua assenza possa pesare nei prossimi mesi», quando si dovrà lavorare giorno e notte alla manovra di bilancio. I timori, manifestati da diversi ministri M5S, sono soprattutto per le possibili «interferenze» degli alleati leghisti: «Senza un nostro ministro a tenere gli occhi aperti sui dossier, saranno guai». E allora un piano B – se addio sarà – sembra sia già pronto.

La carta coperta è quella di Armando Bartolazzi, attuale sottosegretario alla Salute, lanciato da Di Maio prima delle elezioni proprio come ministro. Poi gli equilibri di partito si sono messi d’intralcio, ma già tra un mese, quando Grillo entrerà nelle ultime settimane di gravidanza, Bartolazzi potrebbe subentrare da reggente. Una formula morbida, per non creare una frattura interna e tenere aperta una porta a Grillo per il domani. Per un altro rimpasto, magari. Ma sempre da «Terza Repubblica».

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