La macchina del funky

La lista dei deputati e senatori PD morosi

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Il Partito Democratico ora passa alle minacce. Ogni eletto dem, secondo il regolamento, deve al partito 1.500 euro al mese ma sono un centinaio i deputati e senatori morosi: se non si metteranno in regola il PD pubblicherà i nomi sul sito. Dell’ideona, facendo anche alcuni nomi, parla oggi Claudio Bozza sul Corriere della Sera:

Ma la campagna elettorale è alle porte e Renzi, che si giocherà il suo futuro, sta già organizzando una «macchina» che si preannuncia assai costosa. Oltre al sostegno della Fondazione Open, dove dopo l’addio a Palazzo Chigi i finanziatori sono crollati, serve quindi un partito«in salute». Così Bonifazi ha accelerato anche sul recupero crediti verso deputati e senatori.
Ognuno di loro, da regolamento, deve al partito circa 1.500 euro al mese. Tra i morosi ci sono anche nomi eccellenti. Il senatore Sposetti, che detiene le chiavi della cassaforte ex Ds, dovrebbe oltre 75 mila euro; l’ex ministro dell’Istruzione Giannini circa 40 mila; il deputato super renziano Carbone oltre 30mila; il deputato Gutgeld (inventore degli 80 euro) 40 mila.

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Alcuni dei deputati e senatori PD morosi (Corriere della Sera, 27 luglio 2017)

I conti del Partito Democratico sono infatti in rosso di nove milioni di euro e il tesoriere del PD ha già cominciato a muoversi per ripianarli, anche attraverso la cassa integrazione per i dipendenti. La caccia ai morosi fa parte delle tattiche:

Ci sono poi i parlamentari Martino (75mila) e Valiante, fedelissimo di Emiliano, con un debito simile; mentre Khalid Chaouki sarebbe in rosso per oltre 50mila euro. Ad aprile il tesoriere Bonifazi ha inviato a tutti i morosi una lettera per invitarli a mettersi in regola: tra questi anche ministri, che hanno rimediato.
Quella missiva ha fruttato però soli 500mila euro: ne mancano ancora 3 milioni. La «pena» per chi non paga? L’articolo 40 dello statuto parla chiaro: la lista completa dei morosi sarà pubblicata sul sito del partito.

EDIT: Ernesto Carbone su Twitter smentisce di essere indietro con il pagamento delle quote al PD “Il Corriere scrive una #fakenews. Come il tesoriere può confermare non ho debiti nei confronti del Partito Democratico”.

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