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Francia sotto attacco, governo sotto accusa

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La Francia è sotto attacco. Negli ultimi diciotto mesi il governo francese ha approvato cinque leggi, dal rafforzamento dei poteri dell’intelligence alla riforma penale per inasprire le pene. Eppure neanche lo stato di emergenza, deciso dopo la strage del Bataclan, ha impedito che avvenissero altri due attentati: a Nizza il 14 luglio e nella chiesa alla periferia di Rouen martedì scorso. Sono stati 236 i morti dal primo gennaio 2015 al luglio 2016 in 15 diversi attacchi terroristici che hanno messo a dura prova gli apparati di sicurezza del paese. E se il caso di Sandra Bertin ha fatto emergere tanti comportamenti ambigui da parte degli apparati di sicurezza, le falle sono sotto la lente: sia i terroristi di Charlie Hebdo che quelli di Saint-Etienne-du-Rouvray erano  schedati con una Fiche S, ovvero atteinte alla Sureté de l’Etat, sulla base di informazioni della Direction générale de la Sécurité intérieure (Dgsi), l’agenzia dei servizi segreti interni. Ma la persona con “Fiche S” non è automaticamente sorvegliata, a meno che non ci sia una misura specifica. Così hanno potuto colpire.

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Francia sotto attacco: gli attentati dal primo gennaio 2015

Spiega oggi Repubblica:

La scarsa raccolta di informazioni da “fonte umana”, la cosiddetta IVNJOU, è considerata l’anello debole dell’intelligence francese. Nel 2008 l’allora presidente Sarkozy aveva deciso di unire l’ex-agenzia di controspionaggio del ministero dell’Interno, Direction de la Surveillance sur le Territoire (Dst), con l’agenzia d’intelligence domestica, Renseignements Généraux, storicamente radicata sul territorio. Il rapporto parlamentare sulle falle che hanno portato agli attentati del 13 novembre chiede di ripristinare una struttura simile ai Renseignements Généraux. I relatori propongono anche di unire le sei diverse unità di intelligence, collegate a diversi ministeri, in un’unica agenzia sul modello americano.