Politica

La cena segreta del M5S sul MES

A capotavola Paola Taverna, poi il capogruppo Gianluca Perilli e ben attovagliati gli altri «portavoce». E così anche questa serata di svago si è trasformata in un vertice informale

meccanismo europeo di stabilità

Il Messaggero racconta oggi di una cena segreta del MoVimento 5 Stelle sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES-ESM) nel quale alcuni big stanno facendo vacillare le loro promesse sul no all’utilizzo dello strumento:

«Alla fine sapete che c’è? Se ci sarà da votare il Mes è meglio che passi con il nostro sì, che con quello di Forza Italia. Così non metteremo a rischio la maggioranza e dunque il governo». La convinzione si è fatta largo giovedì sera tra le dune di Focene, litorale romano, già caro alla Dolce vita di Fellini. E’ qui che, con l’occasione di festeggiare il compleanno «congiunto»
Laura Bottici (questore di Palazzo Madama) e Gianluca Castaldi (sottosegretario ai rapporti con il Parlamento), una ventina di parlamentari M5S si è messa a parlare del futuro.

A capotavola Paola Taverna, poi il capogruppo Gianluca Perilli e ben attovagliati gli altri «portavoce». E così anche questa serata di svago – tra vino bianco ghiacciato e impepata di cozze – si è trasformata in un vertice informale, soprattutto di quel pezzo di Movimento che in questa fase, anche per calcoli interni, non ha intenzione di mettere in difficoltà il premier Giuseppe Conte. Un po’ tutti i commensali sono stati d’accordo su un punto: «Adesso aspettiamo lo scostamento di bilancio che proporrà il ministro Gualtieri, poi vediamo se basterà. Di sicuro se dall’Europa dovesse arrivare una spinta sul Mes non potremmo farci trovare impreparati». Una lettura che non fa una piega e che, è stato l’auspicio generale, dovrà essere il più condivisa possibile.

meccanismo europeo di stabilità
Le misure dell’UE sull’emergenza Coronavirus (Corriere della Sera, 9 maggio 2020)

Tuttavia proprio a Palazzo Madama, dove la maggioranza balla, la truppa dei «no-Mes» è capitanata da Elio Lannutti, volto storico delle battaglie grilline ante litteram. «Sul Salva Stati ci porremo il problema al momento del voto, magari a settembre», dice a Il Messaggero il capogruppo Perilli.

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