Fact checking

La bufala della tossicità degli additivi e del centro antitumori di Aviano

Internet e salute, un binomio inossidabile soprattutto quando si tratta di denunziare i crimini delle multinazionali e delle aziende che ci avvelenano ogni giorno. Le persone che combattono il sistema sono il sottoprodotto di una certa modalità di fare informazione in modo allarmistico, i famosi Reportariani (come li ha definiti Lercio qualche tempo fa) ovvero coloro che si nutrono di alimenti non toccati dalle inchieste di Report.

Il volantino attribuito al CRO di Aviano sui rischi delle sostanze contenute negli alimenti (fonte: Facebook.com)
Il volantino attribuito al CRO di Aviano sui rischi delle sostanze contenute negli alimenti (fonte: Facebook.com)

ESTATE 2015, IL POPOLO DI FACEBOOK SCOPRE UN REPERTO ARCHEOLOGICO
Se da un lato ci sono quelli che “si curano” su Internet con le ricette più assurde. Sempre per rimanere in tema oncologico ci sono quelli che credono che il cancro sia un fungo che si cura con limone e bicarbonato, quelli che non si fanno scrupoli e non sono assolutamente sospettosi nei confronti della terapia Di Bella, per tacere di coloro che credono che l’omeopatia possa essere di qualche aiuto o che ingurgitano litri di frullati. A fare da controcanto ai profeti delle cure alternative (che tanto cure non sono) ci sono i guerrieri delle contro-informazione. Insomma quelle 95.762 persone che dal 18 giugno 2014 ad oggi hanno condiviso sulla loro bacheca (e chissà quante volte è stato successivamente condiviso) il post originario dove Ivan Tursi si chiedeva, con il solito fare sbarazzino di chi la sa lunga, «nei centri antitumorali distribuiscono questi volantini…. xke’ non nei supermercati e centro commerciali?». BOOOM.
Siamo la gente, crediamo alle cazzate sull'internet
Siamo la gente, crediamo alle cazzate sull’internet

Due cose balzano subito all’occhio: la prima è che la storia è vecchia, ma davvero vecchia. Basta guardare i prodotti citati, ci sono prodotti come i “Tin Tin Alemagna” che dubito che la maggior parte dei consumatori di oggi abbia anche mai solo visto sugli scaffali. Perché? Non è più in produzione. E già questo dovrebbe insospettire gli attenti indagatori dei misteri dell’industria alimentare. Un secondo aspetto è che questa Catena di S. Antonio delle cazzate risale agli anni Settanta. Come spiega Paolo Attivissimo che ne ha ricostruito la vicenda la prima versione del volantino (ciclostilato!) è databile al 1976 e faceva riferimento al fantomatico Centro antitumori di Villarjuif che avrebbe dovuto trovarsi vicino a Parigi. Lo spiega anche la Fondazione Veronesi in questo pezzo dell’anno scorso:

La bufala della tossicità degli additivi nasce più di trent’anni fa in Francia. Attraverso un’opera di incessante volantinaggio si diffuse in poco tempo in tutta Europa. Firmatari della comunicazione erano i medici oncologi dell’inesistente ospedale francese di Villarjuif (esiste a Parigi il Villejuif, un centro ospedaliero di grande prestigio scientifico). Tra gli additivi segnalati come altamente pericolosi vennero inseriti la clorofilla, componente contenuto in tutte le verdure, e il carbone vegetale. Non solo, tra le sigle presenti nella “black list” compariva anche l’E125, additivo inesistente.

Negli anni Novanta la stessa fotocopia circolava ma a diffondere l’allarme era stata l’ENEA

Stessa identica lista, raga (fonte: attivissimo.blogspot.it)
Stessa identica lista, raga (fonte: attivissimo.blogspot.it)

La variante 2015 (quella del CRO di Aviano) risale invece al 2011. Insomma ci troviamo di fronte a una delle leggende metropolitane più pericolose e longeve. Piena di inesattezze e di imprecisioni (per tacere del fatto che alcuni prodotti non esistono praticamente più) come ad esempio quella secondo la quale il più pericoloso di tutti è quello che viene definito “colorante” E330 che altro non è che l’acido citrico (ovvero la stessa sostanza che i fan delle cure alternative del criminale Simoncini aggiungono al bicarbonato pensano di “curare” i tumori), oppure il fatto che il caramello (E150) venga indicato come elemento “sospetto”.
La bufala è talmente nota e vecchia che l’Istituto Nazionale Antitumori CRO di Aviano è costretto a smentirla periodicamente:

VOLANTINO ATTRIBUITO AL CRO DI AVIANO
A fronte delle numerose segnalazioni pervenuteci al profilo Facebook, informiamo che l’Istituto non ha MAI redatto o distribuito il volantino allegato.
Copia del medesimo è stata consegnata a suo tempo all’Autorità giudiziaria competente per gli accertamenti e le indagini necessarie ad accertarne la paternità.
Grazie a tutti, come sempre, per la collaborazione.

Se volete fare qualcosa di utile devolvete il vostro 5×1000 ad uno degli istituti di ricerca sui tumori, invece che “fare girato” dei soliti volantini bufala. Secondo voi quante condivisioni ha avuto (dal primo luglio 2014) questo post? DUECENTOSETTE.
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