Fact checking

La bufala del nuovo Nazareno di Berlusconi e Renzi

berlusconi

Ne parlava Francesco Verderami sul Corriere della Sera il 20 giugno: Silvio Berlusconi pronto a un nuovo Nazareno, con Confalonieri e Letta nel ruolo di suggeritori di una nuova alleanza con Matteo Renzi dopo la rottura del patto sancita dal voto sul presidente della Repubblica. Una scelta che serviva anche a calmare i malumori del partito, che vedeva Denis Verdini pronto al tradimento un giorno sì e l’altro pure, perlomeno a leggere i giornali. Ebbene, dietrofront. Nulla di vero in tutto ciò, assicura Berlusconi in un’intervista al Giornale.
berlusconi nazareno renzi
LA BUFALA DEL NUOVO NAZARENO DI BERLUSCONI E RENZI
Ad Alessandro Sallusti che lo intervista in prima pagina Berlusconi fa sapere che non ha intenzione di tornare a un patto del Nazareno con Renzi e, già che c’è, minaccia chi avesse l’intenzione di fornire una stampella al nuovo governo: chi vota con la maggioranza si mette automaticamente fuori dal partito:

Niente Nazareno due. Perché?
«Per la verità non capisco come possa essere nata una simile ipotesi. Siamo convintamente all’opposizione e nulla è cambiato da quando abbiamo dovuto rinunciare alla collaborazione con il Partito democratico».
Immagina che anche in futuro non sia possibile alcun accordo col Pd di Renzi? E se possibile, a che condizione?
«È ovvio che se il Partito democratico presentasse in Parlamento qualche miglioramento della legge elettorale, o della riforma costituzionale, noi voteremmo a favore di quella norma, come voteremmo qualsiasi provvedimento, da chiunque proposto, che giudicassimo positivo per il Paese».
Se qualcuno, nei gruppi parlamentari nei prossimi giorni dovesse dare il suo voto al governo,cosa penserebbe?
«È normale che in un movimento possano esserci opinioni diverse sulle linee da seguire, ma se la minoranza non riesce a convincere la maggioranza sulla sua tesi, deve adeguarsi alla tesi della maggioranza o, altrimenti, lasciare il partito».

berlusconi nazareno renzi 1
Ma nell’intervista c’è qualcosa di più. Ovvero, un contenitore di forze che tenga conto della Lega, di Forza Italia e degli altri a destra. Compreso Alfano, visto che nell’intervista Berlusconi non riserva particolare durezza all’ex delfino.
LO SQUADRONE DI SILVIO CHE TREMARE IL MONDO FA
“Forse occorrerà realizzare un contenitore più ampio, del quale FI e la Lega siano parte, che si rivolga non solo ai partiti ma anche alle associazioni, ai gruppi, ai movimenti d’opinione, ai cittadini non organizzati in partiti”, dice Berlusconi. “Il nostro primo obiettivo – dice – è ridare un motivo serio per tornare a votare agli italiani che hanno disertato le urne. Per riuscirci mi impegnerò personalmente, ma tutte le forze che si riconoscono nel centrodestra devono saper rinunciare a qualche loro convenienza per imboccare un cammino comune fatto di lungimiranza e generosità vero l’Italia e gli italiani”. Rinsaldare l’asse del Nord è dunque una priorità ed è per questo che l’ex premier sgombra ancora una volta il campo dai dubbi rispetto all’atteggiamento da tenere nei confronti di Matteo Renzi. In ultimo, l’ex Cavaliere non esclude la possibilità che Forza Italia possa votare a favore delle riforme: “se il Partito Democratico presentasse in Parlamento qualche miglioramento della legge elettorale o della riforma costituzionale noi voteremmo a favore di quella norma”. Nessun soccorso azzurro, almeno ufficialmente, ma una linea chiara a cui tutto il partito si deve attenere. Nessuna defezione dunque anche perché sul punto, Berlusconi è altrettanto tranchant: “E’ chiaro che in un movimento possano esserci opinioni diverse” ma “la minoranza deve adeguarsi alla maggioranza altrimenti lasciare il partito”.