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La (bella) fine della storia della giavellottista che voleva donare la medaglia per aiutare un bambino malato

Andrejczyk si era impegnata in prima persona perchè fossero raccolti tutti i fondi necessari, per sua fortuna la catena di supermercati l’ha aiutata prima con grandi somme e poi restituendole la medaglia

Maria Andrejczyk medaglia solidarietà

Ha commosso tutti la storia di Maria Andrejczyk la giavellottista polacca che aveva deciso di mettere all’asta la sua medaglia d’argento vinta a Tokyo per finanziare l’intervento ad un bambino di otto mesi. Il gesto di generosità dell’atleta ha scatenato una corsa alla solidarietà, così chi l’aveva acquistata ad un prezzo da favola ha deciso come primo atto di restituire il pezzo di argento all’olimpionica. Andrejczyk si era lasciata coinvolgere nella storia del neonato che per sopravvivere si dovrà sottoporre ad una operazione negli Stati Uniti dal costo di 500mila dollari. La campionessa, 25enne, ha deciso allora di partecipare alla raccolta fondi, a cui mancavano praticamente ancora tutti i soldi necessari per raggiungere l’obiettivo.

La (bella) fine della storia della giavellottista che voleva donare la medaglia per aiutare un bambino malato

Una vicenda simile, di un bambino costretto a doversi sottoporre a gravi interventi negli States, aveva coinvolto tutta la Polonia solo qualche settimana prima. In quel caso la macchina della solidarietà era riuscita a raccogliere solo 100mila dollari, insufficienti per l’operazione. La malattia fece il resto, stroncando una vita ancora giovanissima. E’ da quei fondi che è partita la raccolta della giavellottista polacca. La raccolta di denaro ha potuto contare anche sui 100mila euro che non erano riusciti a salvare una vita ma che sarebbero diventati preziosissimi per un altro giovanissimo paziente. In soccorso dei familiari del piccolo che necessita di cure sono arrivati prima Maria Andrejczyk e poi la catena di supermercati polacca Żabka, autrice dell’offerta più alta pari a 125mila dollari, equivalenti a poco meno di 110mila euro. Un acquisto che ha spostato la proprietà del bene per pochissimi secondi, infatti i responsabili del supermercato hanno deciso subito di restituire la medaglia alla sua legittima proprietaria.

Un lieto fine per l’atleta che speriamo porti soprattutto ad un lieto fine per il bambino. Era cominciata come una bellissima storia di solidarietà, è finita come una grandissima storia d’amore.